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Colosseo e Fori chiusi: ora i musei sono un "servizio pubblico essenziale"

(AGI) – Roma, 19 set. – Il Governo e’ stato di parola: da ora in poi l’apertura dei musei e dei luoghi di cultura (senza alcuna distinzione tra quelli statali, comunali, privati e non) e’ contemplata tra i servizi pubblici essenziali e come tale regolata dalla normativa gia’ applicata, ad esempio, per i trasporti, nelle scuole o negli ospedali per impedire l’interruzione del servizio.

Il decreto legge, varato questa sera dall’Esecutivo e annunciato dal premier Matteo Renzi e dal ministro per i Beni e le attivita’ culturali, Dario Franceschini, e’ l’inevitabile conseguenza di quanto accaduto stamane quando un’assemblea sindacale (regolarmente convocata per dibattere delle critiche condizioni dei lavoratori del settore) ha determinato per alcune ore la chiusura dei siti archeologici piu’ importanti della capitale (come il Colosseo, il Foro Romano, il Palatino, le Terme di Diocleziano e Ostia Antica) lasciando sconcertati e disorientati i turisti.

“Nessun attentato al diritto di sciopero ma in Italia la cultura sta dentro i servizi pubblici essenziali: non diciamo che non si possono fare le assemblee ma se pago migliaia di soldi un biglietto e faccio migliaia di chilometri avro’ il diritto di visitare un museo senza che un’assemblea mi neghi questo”, ha spiegato Renzi dopo il consiglio dei ministri. “L’assemblea si puo’ fare, ma senza che chi arriva trovi chiuso: pieno rispetto dei diritti sindacali ma e’ impensabile che l’Italia che sta ripartendo non sia in grado di accogliere turisti che vengono a casa nostra e che non sanno cos’e’ un’assemblea sindacale E’ un principio di buon senso”, ha concluso Renzi.

In mattinata lo stesso premier, su twitter, aveva annunciato: “Non lasceremo la cultura ostaggio di quei sindacalisti contro l’Italia”. E Franceschini aveva parlato di “misura ormai colma” pensando ai disagi che avevano colpito migliaia di visitatori in attesa. “Proprio nel momento in cui la tutela e la valorizzazione dei beni culturali sono tornate dopo anni al centro dell’azione di governo – aveva detto il ministro dei Beni Culturali -, proprio mentre i dati del turismo sono tornati straordinariamente positivi, proprio mentre Expo e Giubileo portano ancora di piu’ l’attenzione del mondo sull’Italia, proprio mentre io sono come ministro impegnato nelle discussioni preparatorie per la legge di stabilita’ a cercare di portare piu’ risorse per la cultura e per il personale del ministero, una nuova assemblea sindacale, questa volta al Colosseo a ai piu’ importanti siti archeologici di Roma, fa restare turisti in fila davanti agli occhi di tutto il mondo. Il buonsenso nell’applicare regole e nell’esercitare diritti evidentemente non basta piu’ per evitare danni al proprio Paese”

. E se il Codacons ha parlato di “danno immagine della citta’” e di “vergogna”, per il sindaco Marino quanto avvenuto questa mattina “e’ uno schiaffo in faccia alle persone e uno sfregio per il Paese”. Sulla questione, poi, e’ intervenuta Susanna Camusso: “Strano paese quello in cui un’assemblea sindacale non si puo’ fare. Capisco che uno possa dire di fare attenzione nei periodi di maggiore presenza turistica ma se ogni volta si dice che l’assemblea non si pou’ fare allora si dica chiaramente che non si puo’ avere uno strumento di democrazia.

Servizio pubblico – ha osservato ancora la leader della Cgil – non vuol dire che non si puo’ avere la possibilita’ di fare assemblee o scioperi”. In ogni caso, le rappresentanze sindacali unitarie hanno fatto sapere che l’assemblea di oggi era stata annunciata per tempo all’Amministrazione capitolina nel rispetto della normativa vigente e che proprio per ridurre al minimo i disagi era stata calendarizzata a inizio turno. Il tutto era stato preceduto da un comunicato stampa che segnalava possibili disagi per i visitatori.

L’attivita’ sindacale “e’ giusta” – ha osservato dal canto suo il presidente della Camera Laura Boldrini – ma le proteste non devono causare “un danno alla cultura del paese. La dimostrazione sindacale e’ un diritto da rispettare ma va fatta in modo da non arrecare danni: ci devono essere preavvisi e fasce di garanzia”.(AGI)

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