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Colosseo: Franceschini, dl e' passaggio storico. Camusso "sceneggiata"

(AGI) – Roma, 21 set. – “Un passaggio storico ben oltre i fatti di ieri: musei e luoghi della cultura diventano servizi pubblici essenziali. Si applica art. 9 della Costituzione”. Cosi’ il ministro dei Beni culturali e del turismo, Dario Franceschini, sul suo profilo Twitter, in merito all’approvazione da parte del governo del decreto legge che inserisce l’apertura dei musei e dei luoghi della cultura tra i servizi pubblici essenziali. “E’ cosi’ palese la strumentalita’” della vicenda del Colosseo da parte del governo “che, contemporaneamente a questa sceneggiata del decreto che si inventa in un’ora, il ministero dell’Economia e delle Finanze ha dovuto sbloccare i fondi per i pagamenti ai lavoratori. C’e’ il tentativo del governo di usare strumentalmente una normale agibilita’ sindacale per dire che bisogna ogni volta attaccare i lavoratori”. Cosi’ Susanna Camusso, segretario generale della Cgil, a margine di una iniziativa nell’ambito del Festival dell’Eccellenza al Femminile, questa sera a Genova. “Vorrei – ha aggiunto Camusso – che si chiamassero le cose con il loro nome. I lavoratori del Colosseo hanno indetto un’assemblea, con tutte le regole. Era noto da giorni che si sarebbe tenuta: se non sono stati informati i tour operator non e’ una responsabilita’ delle organizzazioni sindacali. Sono davvero stupita da questo dibattito in cui apparirebbe quasi che i lavoratori fanno assemblea perche’ non sanno cosa fare e non si dice invece – ha proseguito – che se il Colosseo riesce ad essere aperto 360 giorni all’anno per 11 ore al giorno e’ perche’ ci sono lavoratori che stanno accumulando ore e ore di straordinario che non gli vengono pagate. Forse bisognerebbe ringraziarli perche’ continuano a fare orari lunghissimi, essendo in carenza di personale, per garantire l’apertura invece di dire loro che non ci sono le risorse”. Camusso ha poi ripetuto che “non si e’ trattato di uno sciopero ma di un’assemblea retribuita, fatta a inizio turno per essere meno invasiva rispetto alla presenza dei turisti. Se si fosse voluto fare le persone per bene – ha sottolineato il segretario della Cgil – l’amministrazione, informata da giorni dell’assemblea, avrebbe informato i tour operator per far slittare di un paio di ore le visite, come fanno in tutto il mondo”. “Noi pensiamo – ha proseguito Camusso – che i beni culturali siano uno straordinario patrimonio del paese e abbiamo anche costruito un piano del lavoro su questo di cui nessuno ha mai voluto discutere ma non si fa – ha concluso – senza tener conto che bisogna innanzitutto mettere i lavoratori nelle condizioni di poter lavorare positivamente”. Intanto l’Autorita’ di garanzia per gli scioperi ha convocato in audizione, il prossimo 24 settembre alle ore 10.30, il Ministero per i beni e le attivita’ culturali, l’Aran, la Fp Cgil, la Cisl Fp e la Uil Pa. All’ordine del giorno, si legge in una nota, “un primo esame delle problematiche connesse all’ipotesi di un accordo sulle prestazioni indispensabili da garantire in caso di sciopero nei musei e nei luoghi della cultura, cosi’ come previsto dal decreto legge n. 146 del 2015, pubblicato oggi nella Gazzetta Ufficiale”. I sindacati sapevano gia’ prima dell’assemblea che la scorsa settimana ha causato la chiusura temporanea del Colosseo e dei principali siti archeologici di Roma che i pagamenti arretrati sarebbero stati sbloccati. Lo chiarisce il ministro dei beni culturali Dario Franceschini, che rende pubblico il contenuto delle lettere con cui il Mibact ha comunicato alle parti sociali, prima dell’Assemblea del 18 settembre, l’iter del pagamento degli arretrati. “Basta dietrologie. Ecco le comunicazioni ufficiali che, meglio di ogni altra cosa, tolgono via ogni dubbio sui tempi e i modi di emanazione del decreto legge per la fruizione del patrimonio storico e artistico della Nazione”, sottolinea il ministro. Ecco le date chiave della vicenda, nella ricostruzione del ministero: l’11 settembre e’ stata inviata una lettera alle organizzazioni sindacali che riassumeva lo stato dei pagamenti e rendeva noto di aver sbloccato lo “Straordinario 2015”, di aver avviato la procedura per il pagamento dei “Progetti locali 2015” e informava sullo stato di pagamento del Fondo unico di amministrazione del 2015′, pari a 49,8 milioni di euro. Il 14 settembre e’ stata inviata una lettera alle organizzazioni sindacali che comunicava lo sblocco del pagamento dei ‘Progetti locali 2015′ (pari a 12,8 milioni di euro). Il 17 settembre, ossia il giorno prima dell’assemblea al Colosseo, e’ stata inviata una lettera alle organizzazioni sindacali per comunicare l’autorizzazione del Mef al pagamento dei 49,8 milioni di euro del “Fondo unico di amministrazione del 2015′ e che il decreto di ripartizione sarebbe stato emanato il 21 settembre. Infine oggi, 21 settembre, coerentemente con quanto annunciato, e’ stato firmato dal direttore generale Bilancio il decreto che chiude la questione degli arretrati 2015. “Il problema del pagamento degli arretrati 2015 e’ dunque un problema risolto – aggiunge Franceschini – e il decreto di ripartizione di oggi chiude una questione su cui stavamo lavorando da mesi. Abbiamo risolto per il passato – conclude il ministro – e stiamo lavorando per evitare che nel futuro si possano ripetere questi ritardi. Proprio in queste ore e’ infatti in corso un’interlocuzione con il Mef per rendere piu’ semplici e snelle le modalita’ di pagamento di tutte le componenti accessorie dello stipendio del personale del Mibact”. (AGI)

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