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Colosseo: sindacati, "possibile uno sciopero". Garante, "basta bracci ferro"

(AGI) – Roma, 19 set. – La Fp Cgil conferma la mobilitazione unitaria con Cisl e Uil e un possibile sciopero a ottobre, come annunciato giorni fa, “se non sara’ data risposta al contratto nazionale dei lavoratori dei beni culturali scaduto da sei anni, al loro diritto al salario accessorio, a un piano occupazionale e a una richiesta di modifica del decreto Madia”. Lo afferma il segretario generale della Fp Cgil, Rossana Dettori.

Cosa cambia dopo decreto governo

La Dettori specifica che questo sciopero era gia’ stato valutato prima dell’uscita del decreto del governo. “Non e’ la risposta al decreto”, sottolinea. A stretto giro arriva la replica del presidente dell’Autorita’ di garanzia per gli scioperi: “Legittimo proclamare uno sciopero sulle norme approvate” ieri dal Cdm, “come anticipato da alcune dichiarazioni di oggi, ma certo si tratta di capire se l’intenzione di scioperare risponde alla necessita’ di tutelare i lavoratori, oppure se altro non e’ che la prosecuzione di un braccio di ferro tra Sindacati e Governo a danno dell’utenza, quanto utile non so e non spetta certo a me dirlo”, dice all’Agi Roberto Alesse, “Per usare le parole della Segretaria della Cgil, che e’ uno strano Paese quello in cui le assemblee sindacali, che sono e restano un diritto sacrosanto dei lavoratori, si svolgono nell’orario centrale di visite dei siti archeologici – sottolinea il Garante – senza garantire un presidio minimo per rendere fruibile il bene”, aggiunge Alesse. Quanto al decreto approvato ieri dal Consiglio dei ministri che equipara i beni culturali ai servizi pubblici essenziali, il Garante spiega: “Non posso che essere soddisfatto della tempestivita’ con la quale il Governo ha voluto rispondere a un’esigenza di buon senso, prima ancora che di diritto, a tutela dei cittadini e dei milioni di turisti che visitano il nostro patrimonio artistico e culturale”, dice all’Agi Roberto Alesse. “Spero che il Parlamento riesca, in tempi brevi, a convertire il decreto legge appena approvato – spiega Alesse – senza che le norme diventino ulteriore terreno di scontro, cosa della quale l’Italia, sinceramente, non sente il bisogno e che sarebbe incomprensibile per i cittadini”. “Ora – conclude il presidente dell’Autorita’ – sia chiaro a tutti: e’ il momento della responsabilita’ e del dialogo, perche’ se il decreto legge risolve uno specifico problema, e’ vero che la sfida si sposta sul confronto, ci auguriamo costruttivo, tra parte datoriale e sindacati, che dovranno individuare, insieme all’Autorita’ di garanzia, le regole comuni, affinche’ scene dannose come quelle di ieri al Colosseo, o in passato a Pompei, non si ripetano piu'”. Sulla vicenda e’ intervenuto stamane il presidente del Consiglio: “Abbiamo approvato un decreto legge che inserisce i musei nei servizi pubblici essenziali. Certe scene non potranno mai piu’ accadere”, scrive Matteo Renzi rispondendo ad un lettore su ‘L’Unita”. “Certo, ci sono alcuni sindacalisti che pensano ancora di poter prendere in ostaggio la cultura e la bellezza dell’Italia. Non hanno capito che la musica e’ cambiata. Non gliela daremo vinta, mai. E il decreto legge lo dimostra in modo inequivocabile”, sottolinea. (AGI) .

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