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'Combine' per il Catania in B. 7 arresti, manette a Pulvirenti

(AGI) – Catania, 23 giu. – E’ stata una denuncia del presidente del Catania Calcio, Nino Pulvirenti, a dare l’input alle indagini della Digos che hanno portato oggi all’arresto dello stesso Pulvirenti e dei massimi vertici della societa’ con l’accusa di aver comprato partite del campionato di serie B per garantire la salvezza della squadra dalla retrocessione in Lega Pro. Sette i provvedimenti di arresti domiciliari eseguiti, oltre che per Pulvirenti, anche per l’amministratore delegato del club rossoazzurro, Pablo Cosentino, il direttore generale Daniele Delli Carri, e gli agenti di scommesse e procuratori sportivi Giovanni Impellizzeri, Piero Di Luzio, Fabrizio Milozzi e Fernando Arbotti. A una ventina di altri indagati e’ stato notificato un avviso di garanzia. Tra loro i vertici del Messina Calcio: Pietro Lo Monaco, proprietario, Fabrizio Ferrigno, direttore sportivo e Alessandro Failla, amministratore delegato. Pure indagati vari calciatori, come Alessandro Bernardini del Livorno, Riccardo Fiamozzi del Varese, Luca Pagliarulo e Matteo Bruscaggin, entrambi del Trapani. La Dda di Catania ipotizza a vario titolo i reati di frode in competizioni sportive e truffa. Perquisizioni sono state eseguite a Roma, Chieti, Campobasso e Catania All’indomani dell’ennesima sconfitta del Catania, contro l’Entella, Pulvirenti aveva denunciato di avere ricevuto una lettera minatoria con due proiettili. Per questo la Digos aveva messo sotto controllo il suo cellulare. Ma da parte offesa, il patron del Catania si e’ trasformato presto in indagato: al telefono, infatti, in un linguaggio cifrato ma non troppo, Pulvirenti secondo l’accusa ha rivelato il meccanismo col quale il direttore sportivo, su sua indicazione, interessava il procuratore di calciatore Fernando Arbotti per corrompere i giocatori delle squadre avversarie.

Le partite dell’ultimo campionato di serie B ‘incriminate’ nell’inchiesta sono: Varese Catania 0-3, Catania-Trapani 4-1, Latina Catania 1-2, Catania-Ternana 2-0, Catania-Livorno 2-1, sulle quali si ritiene vi siano riscontri di ‘combine’ e Catania-Avellino 1-0, per quale vi sono sospetti. Per le ultime due gare disputate dal Catania in B l’illecito non si sarebbe perfezionato grazie all’interessamento da parte della Federcalcio. Secondo l’ordinanza del gip Fabio Di Giacomo, che ha vagliato numerose intercettazioni telefoniche, il club etneo, tramite Giovanni Impellizzeri, che avrebbe agito come finanziatore, avrebbe pagato da dieci a ventimila euro a ciascun giocatore ‘corrotto’ per ogni singola partita truccata. Le somme versate da Impellizzeri sarebbero poi rientrate con le scommesse sulle gare il cui risultato era concordato e sulle quali si puntava quindi a colpo sicuro. Il tramite con i giocatori sarebbe stato il procuratore calcistico Fernando Arbotti. (AGI) .

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