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Come fa Kate a essere così in forma dopo il parto?

Kate Middleton ha battuto tutti i suoi record: a sole sette ore dalla nascita del suo terzo figlio ha lasciato l’ospedale St. Mary’s per fare ritorno a casa (Kensington Palace) scortata da William.

E lo ha fatto in perfetto stile “Kate”: con i capelli dalla piega perfetta, con il tipico make up con cui siamo abituati a vederla e con indosso un abito rosso con colletto in pizzo bianco. Il vestito, che ricordava molto quello indossato da Lady Di alla nascita del secondogenito Harry, è anche questa volta, come per i due parti precedenti, una creazione di Jenny Packham, la stilista preferita di Kate che indossa spesso sue le creazioni.

Ma soprattutto la Middleton ha tirato fuori tre assi dalla manica: sorriso raggiante, pelle distesa e naturalezza. Tanta. E da lunedì tardo pomeriggio, le donne di tutto il mondo si chiedono come sia possibile essere così in forma e perfette per il primo scatto a poche ore da un parto naturale. Perché va bene la felicità stampata sul volto di tutte le neomamme della Terra, ma le forze per sottoporsi a trucco e parrucco, quelle sono un’altra cosa.

La duchessa bionica era apparsa perfetta anche all’uscita dell’ospedale con in braccio George (nel 2013) e Charlotte (nel 2015), ma in entrambi i casi erano trascorse almeno 12 ore dal parto. E Kate era stata in qualche modo ‘giustificata’. Ma questa volta è diverso, tanto che i più sospettosi affermano che il royal baby sia nato domenica 22 aprile e non lunedì 23. In realtà quanto fosse stanca e provata lo sa solo lei, ma sta di fatto che voleva mostrarsi in forma smagliante e così è stato. Anche se per pochi minuti.

Prima le visite mediche e poi il trucco

Ma non ci è riuscita da sola. Soltanto poche ore dopo il parto, avvenuto alle 11, e dopo aver fatto gli accertamenti con i medici, Kate ha iniziato a prepararsi per uscire dall’ospedale e tornare a casa. Al suo fianco c’era la sua stylist Natasha Arker. Dell’acconciatura dalle punte leggermente ondulate si è occupata Amanda Cook Tucker, al suo fianco anche durante i precedenti parti. InStyle Magazine ha pubblicato le prime foto dei tre reali fuori dalla alla Lindo Wing del St Mary’s hospital alle 1:45 pm, le nostre 14:45.

Dimissioni troppo veloci?

Quanto alle dimissioni, pare che in Gran Bretagna siano più veloci. Di sicuro, una volta a casa, Kate non sarà sola e sia lei che il bambino avranno tutte le cure di cui necessiteranno. Se ne avranno bisogno. Le stesse che avrebbe ricevuto se avesse deciso di rispettare il protocollo secondo cui i membri della famiglia reale dovrebbero nascere in casa. La prima a partorire in ospedale fu Diana che scelse il St Mary’s. E Kate ha deciso (tutte e tre le volte) di seguire l’esempio della suocera scomparsa nel 1997.

 

Ma quella delle dimissioni troppo anticipate è una questione messa in luce anche da alcune ricerche secondo cui le 24 ore di degenza consigliate dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, a seguito di un parto naturale, non sarebbero rispettate in almeno l’83% dei casi.

E tra i Paesi sviluppati il più veloce a dimettere le neomamme sarebbe proprio la Gran Bretagna. Molti sostengono che nel caso di una degenza breve, come accade in Inghilterra, si celi una necessità di razionalizzazione di risorse e conseguente taglio dei costi. In realtà – ha precisato Luca Cegolon, uno degli autori dello studio e ricercatore epidemiologo presso la London School of Hygiene Tropical Medicine — la situazione è più complessa. C’è senz’altro la necessità di far quadrare i conti, ma bisogna considerare anche un altro aspetto: alcuni fatti recenti fanno pensare che il sistema sanitario britannico voglia investire sul parto a casa, che sempre più donne chiedono, e sulle dimissioni precoci (entro le 12 ore dal parto), grazie allo sviluppo dei servizi sul territorio, con ostetriche che vanno a case delle neomamme a offrire il loro supporto”. Secondo il Royal College of Midwives, infatti, la dimissione può avvenire con tranquillità anche a 5-6 ore dal parto se non ci sono complicazioni, se la neomamma ha un adeguato supporto familiare e se è stato predisposto un buon piano di controlli ostetrici domiciliari.

 

 

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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