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Come funziona l'inchiesta di bandiera con cui l'Italia vuole incastrare Lifeline e Seefuchs

L’inchiesta di bandiera cui l’Italia intende sottoporre le due navi delle Ong Lifeline e Seefuchs è prevista dalle convenzioni internazionali e dall’articolo 201 del codice della navigazione.

Si tratta dell’accertamento dell’effettiva nazionalità di un’imbarcazione attraverso atti di polizia giudiziaria di cui deve essere informato lo Stato di bandiera, ovvero quello che attribuisce la propria nazionalità alla nave. Ogni nave, infatti, può navigare sotto la bandiera di un unico Stato ed è soggetta, in alto mare, alla sua giurisdizione esclusiva.

Il termine nazionalità o bandiera collega la nave all’ordinamento giuridico di uno Stato e comporta la soggezione della stessa e dell’equipaggio a bordo alla sovranità di questo. Si tratta di un legame, però, che deve essere sostanziale: uno Stato attribuisce la propria nazionalità a una nave attraverso la registrazione della stessa in appositi registri (ad esempio il Registro internazionale per l’Italia). Una nave non legittimamente registrata in alcun Paese è priva di nazionalità e quindi soggetta alla giurisdizione di tutte le nazioni.

Alle navi prive di nazionalità sono assimilate quelle che navighino sotto la bandiera di uno o più Stati, usandole come ‘bandiere di comodo’. 
 

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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