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Come ha funzionato finora questa alternanza scuola-lavoro che tanti vogliono cambiare

Per mezzo milione di studenti l’esame di maturità è finito e si aprono le porte del futuro. Altrettanti studenti stanno però per fare il salto dal secondo anno della scuola superiore al terzo, il momento dell’ingresso nel mondo dell’Alternanza scuola-lavoro. Introdotta dalla legge 107 del 2015 (la cosiddetta Buona Scuola), dal 2015 l’Alternanza obbliga gli studenti degli ultimi tre anni delle scuole superiori a svolgere periodi di tirocinio. Quattrocento ore complessive per gli studenti degli istituti tecnici e professionali, 200 per gli iscritti ai licei.

L’Alternanza è uno dei capisaldi della riforma dell’istruzione voluta dal governo di centrosinistra. Ma che ne sarà adesso di questa legge? Il ministro dell’Istruzione Marco Bussetti ha già fatto sapere di voler ripensare il modello: “L’esperimento non è da archiviare – aveva detto alcuni giorni fa – perché consente agli studenti di iniziare a misurarsi con il mondo che li accoglierà, però vanno apportati dei correttivi e vanno mirati meglio i percorsi”.

Il ministro aveva annunciato una “revisione delle Linee guida”, perché “l’Alternanza scuola-lavoro dev’essere vissuta dalle scuole, e dalle aziende, come un’opportunità e non come un dovere”. Abbiamo analizzato i dati sui primi anni di riforma: ecco i risultati.

Alternanza, attivati più di un milione e mezzo di tirocini

Secondo il Ministero dell’Istruzione sono 1.590.617 gli studenti coinvolti nell’Alternanza nei primi due anni dall’introduzione della riforma. Il dato si riferisce agli anni scolastici 2015/2016 e 2016/2017 e prende in considerazione soprattutto i ragazzi iscritti alle classi terze e quarte, quelle per le quali la riforma era già entrata in vigore.

Per quelli di quinta, invece, l’obbligo è scattato all’inizio dell’anno scolastico 2017-2018: i dati relativi a loro saranno resi noti soltanto dopo l’estate e quelli conteggiati nel report (complessivamente 131.837) sono coloro i quali hanno deciso di svolgere il tirocinio volontariamente. Il bilancio dei primi due anni di Alternanza è disponibile nel report pubblicato a fine maggio dal Miur. In percentuale, a prendere parte al piano Alternanza sono stati l’89,6% degli studenti delle classi terze e l’88,9% di quelli di quarta. La percentuale di partecipanti è più alta nelle scuole statali rispetto a quelle paritarie, dove uno studente su quattro non ha preso parte al programma.

Licei o istituti professionali? Ecco i più coinvolti

Se in valore assoluto la maggior parte dei tirocini svolti riguarda i liceali (il 55%), in percentuale quelli più coinvolti sono gli studenti degli istituti professionali. Anche in questo caso bisogna fare alcune considerazioni: gli iscritti alla scuola secondaria di II grado, nel 2017/2018, erano 2.633.319. E gli studenti dei licei sono di più, in termini assoluti, rispetto agli altri.

 

Tornando all’Alternanza (tab. 7 del report), i liceali al terzo e quarto anno che hanno svolto un tirocinio nel 2016/2017 sono 443.533, il 90,6% del totale. Tra i professionali il dato è 162.171, equivalente all’84,5%. Ma prendendo in considerazione anche i dati relativi all’ultimo anno di corso, scrive il Miur, “i percorsi professionali sono quelli con una percentuale maggiore di studenti in Alternanza scuola-lavoro”. Il motivo è che “l’alternanza, negli anni passati, era rivolta soprattutto a questi studenti per favorire un collegamento con il mondo del lavoro”. Per poter tracciare un bilancio definito, insomma, bisognerà aspettare i dati di settembre.

Domina il centro-sud

Marche, Abruzzo, Basilicata, Puglia e Sicilia. Sono le regioni del centro-sud quelle che, in percentuale, hanno attivato la maggior parte di tirocini per i propri studenti di terza e quarta, con tassi superiori al 91%. Il dato più basso si registra invece in Friuli-Venezia Giulia. Nel rapporto del Miur non sono state però conteggiate le scuole della Valle d’Aosta e delle province autonome di Trento e Bolzano, in quanto non gestite dall’Anagrafe

Nazionale degli Studenti, e una quota parte di istituti “che non hanno ancora inserito i dati nel sistema”.

Che ne sarà dell’Alternanza, l’eredità della Buona Scuola?

“L’Alternanza scuola-lavoro è una modalità didattica innovativa che, attraverso l’esperienza pratica, aiuta a consolidare le conoscenze acquisite a scuola e testare sul campo le attitudini di studentesse e studenti, ad arricchirne la formazione e a orientarne il percorso di studio e, in futuro, di lavoro grazie a progetti in linea con il loro piano di studi”, si legge sul sito ufficiale del progetto.

Non sempre però i progetti formativi dei tirocini sono parsi adeguati. Lo scorso ottobre migliaia di studenti erano scesi in piazza per protestare contro l’Alternanza, sostenendo di svolgere mansioni non in linea con quanto studiato sui banchi di scuola. Spulciando ora nel Registro Nazionale per l’Alternanza si trovano 38.858 offerte dalle imprese e realtà disponibili ad attivare percorsi di scuola-lavoro.

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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