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Come la siccità ha trasformato il paradiso di Kuki Gallmann in un posto pericoloso

Nella regione kenyota di Laikipia, nell’ex provincia della Rift Valley, ricchezza e povertà siedono una di fianco all’altra. Da un lato ci sono i ricchi aristocratici che sorseggiano costosissimi calici di champagne francese nei loro cottage da novemila euro a settimana. Dall’altra ci sono donne con indumenti che riescono a malapena a coprire le loro parti intime costrette a camminare per chilometri alla ricerca di acqua.

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Qui, in quest’area a 3 ore di macchina da Nairobi, ha scelto di vivere Kuki Gallmann, l’italianissima Maria Boccazzi, scrittrice e ambientalista che nei primi anni ’80 fondò il suo ranch, un’oasi di riserva per la sopravvivenza di animali insidiati come il rinoceronte nero e gli elefanti, in una possibile convivenza con animali domestici, piantagioni ed esseri umani. Ed è quì che Kuki è stata gravemente ferita domenica in una sparatoria avvenuta nel suo ranch. La polizia ipotizza un attacco da parte di pastori nomadi appartenenti all’etnia Pokot, le cui greggi sono duramente colpite dalla siccità.

La destinazione del 2017, secondo il NYT

Secondo il New York Times, Laikipia è una delle destinazioni top del 2017, visitata ogni anno da 90mila persone che  generano oltre 13 milioni di euro. Cosa la rende così attraente? Gli enormi spazi, la natura, gli animali selvatici, il patrimonio culturale e le tribù indigene. Sono questi gli ingredienti che continuano ad attirare i turisti, e che secondo le stime segneranno un incremento del 14% di visitatori nei prossimi tre anni.

I record di ricchezza. E di povertà

Ma al top è anche la diseguaglianza sociale: secondo il Daily Nation, la contea che conta circa 218.580 persone è al 15mo posto tra le più ricche del Paese e al 26mo tra le più povere. Per dirla in altri termini, meno di 50 persone hanno in mano il 45% della superficie di Laikipia, per lo più riconvertita a ranch e riserve naturali.

Il dramma dei mandriani e i danni economici

Tra i più disperati (e pericolosi) ci sono i mandriani che per dare da bere e da mangiare al gregge fanno irruzione nei ranch, anche armati. Come è successo nella riserva della Galmann. Il passaggio dei mandriani lascia una scia di distruzione e di sangue, perché a pagarne le spese sono soprattutto gli animali selvatici, dagli elefanti alle giraffe, dalle zebre ai leoni. Un danno per la natura e per il turismo su cui poggia l’economia della regione. Il presidente Uhuru Kenyatta ha ordinato a tutti i mandriani-invasori di abbandonare i ranch di Laikipia, ma, secondo il Guardian, “finora il governo non è stato in grado di portare a casa dei risultati”.

Intanto, secondo il Daily Nation, che cita la Laikipia Farmers Association (LFA) il pericolo degli attacchi dei mandriani spaventa i volontari che lavorano nei ranch. Il rischio di andare incontro a un calo della forza lavoro è altissimo per le riserve, che hanno deciso di correre ai ripari congelando gli investimenti. 

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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