TwitterFacebookGoogle+

Come sarebbero gli Usa se gli afroamericani avessero un proprio Stato? 

Come sarebbe oggi il volto degli Stati Uniti se alla fine dell’era della schiavitù, dopo la guerra civile, gli afroamericani avessero creato un proprio stato autonomo? E’ a questa fantasia che darà forma Black America, una serie in lavorazione nei cantieri di Amazon che segue il filone della cosiddetta alt-history. Si tratta, in sostanza, di sceneggiature che capovolgono la storia ufficiale, ricreandone una alternativa, invertendo il ruolo dei vincitori con quello dei vinti. Amazon si era già cimentata con la storia alternativa nel 2015 con la serie “The Man in the High Castle” – tratta dal romanzo omonimo di Philip K. Dick – ambientata in un mondo in cui gli Alleati perdono la seconda guerra mondiale, con la Germania nazista ed il Giappone impegnati a spartirsi le spoglie degli Stati Uniti.

La storia dei neri riscritta da Amazon

In Black America, il Nord vince come accadde nella realtà, ma dopo la sconfitta dei confederati, la storia prende una piega diversa. Gli afroamericani fondano New Colonia, la loro nazione autonoma, nata dalla fusione degli Stati meridionali di Louisiana, Mississippi e Alabama. Questo allontana da loro l’incubo della segregazione, della perpetuazione delle cosiddette leggi Jim Crow, delle sanguinose battaglie del Movimento per i diritti civili. è qui che inizia il racconto, ambientato nel mondo contemporaneo, con Stati Uniti e New Colonia a confronto dopo un ventennio di pace.

La notizia dell’arrivo di Black America arriva subito dopo le polemiche suscitate da Confederate, una imminente serie Tv di Hbo ideata da David Benioff e D.B. Weiss, i creatori di Game of Thrones, che racconterà la storia di una nazione in cui i confederati vincono la guerra civile con la conseguente legalizzazione della schiavitù in tutta l’Unione. Potrebbe essere stato proprio il polverone sollevato da Confederate a spingere il produttore di Black America, Will Packer, a rivelare il progetto di Amazon in un’intervista a Deadline, il magazine online dedicato all’infotainment.

Ma non è la prima ‘storia alternativa’

Il tutto, però, sarebbe in lavorazione già da un anno. A curare l’operazione ci sarà anche Aaron McGruder, noto per la serie televisiva Black Jesus. Il New York Times fa notare come entrambe le serie stiano prendendo forma in un’America razzialmente divisa come mai prima, dove le battaglie che hanno al centro i simboli dello schiavismo dell’era dei confederati, continuano a conquistare tristemente i titoli dei giornali. Black America e Confederate, raccontano dunque due storie alternative ideologicamente opposte ed in conflitto. Nell’intervista a Deadline, Packer spiega quanto lo abbia affasciato l’idea – da afroamericano – di creare un mondo privo del “concetto di riparazione” del peccato originale dello schiavismo, poichè essa sarebbe stata già ottenuta dai neri e superata. Pur respingendo l’idea che il suo progetto sia una risposta a Confederate, Packer ammette il fastidio di ragionare su una serie che invece normalizza l’oppressione del popolo afroamericano e la ingloba in una forma di intrattenimento. Per lui l’azzardo pericoloso: “La schiavitù è troppo reale e troppo dolorosa; ne vediamo ancora le conseguenze in questa nazione”.

Articolo originale Agi Agenzia Italia

Questo sito non rappresenta una testata giornalistica; viene aggiornato saltuariamente e non può quindi considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge 62 del 07/03/2001. Inoltre viene utilizzato materiale tratto da siti/blog che possono essere ritenuti di dominio pubblico. Se per qualsiasi motivo gli autori del suddetto materiale, o persone citate nello stesso non gradissero, è sufficiente una email all'indirizzo apocalisselaica[@]gmail.com e provvederemo immediatamente alla rimozione.