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Come si decide quando una parola può entrare nel vocabolario

Il vocabolario Zingarelli festeggia, quest’anno, i suoi primi 100 anni di vita. Un lungo viaggio, attraverso guerre mondiali e ricostruzioni, che ha accompagnato generazioni di italiani nella loro formazione culturale quotidiana. Una testimonianza preziosa, edizione dopo edizione, della metamorfosi di una lingua che non sta mai ferma, che ascolta e che sa modellarsi seguendo il cambiamento dei tempi.

Sono, in media, circa 300 le parole che trovano spazio all’interno del dizionario ogni anno. Parole che arrivano dall’attualità, coniate dalla creatività dei giovani, usate dalla politica, dalla cucina o dai detti popolari. Senza dimenticare, negli ultimi anni, la forte incidenza dalla rete e dei social.

Ringiovanire preservando la propria antichità 

Un meccanismo che permette al vocabolario di essere un oggetto speciale: uno dei pochi che, pur mostrando i segni del tempo che passa, ringiovanisce di anno in anno grazie alla freschezza di chi ha la capacità di osservare e descrivere il mondo. Ma non solo. Contemporaneamente lo Zingarelli si occupa di difendere e preservare quei lemmi, più di 3mila, che sono in via d’estinzione ma che, nel loro significato più profondo, hanno ancora qualcosa da raccontare. Da obsoleto a diatriba, da leccornia a perorare.    

La scelta delle “matricole” 

Agi, in collaborazione con Next New Media, ha realizzato un’intervista in pillole a quattro video per raccontare come vengono scelte le parole da introdurre in un sistema, ben oliato, che oggi contiene più di 140mila voci e 380mila significati. E lo abbiamo chiesto direttamente al professor Cannella, il curatore dell’opera, che ci ha spiegato come siano 3 le regole da seguire per completare un percorso oltremodo curato: frequenza nell’uso, qualità della parola, stabilità nel tempo.  

Alcuni esempi di anni fondamentali per l’Italia 

1994: Tangentopoli, Intifada, Minimum tax, Buonismo, Consociativismo, Mafiosità, Perdonismo Stragismo, Lumbard. Ma anche karaoke, zapping, airbag e realtà virtuale. Dodici mesi dopo è stato il turno di “exit poll”.  

1996: Postfascista, Politicamente corretto, Scendere in campo, Par condicio, Internet 

1998: Mobilità, rifondatore, lesbo, outing, vegano, siliconato 

2000: Dvd, Bullismo, Rottamazione, Viagra, Unione di fatto, Fecondazione assistita.  

2004: Election Day, Free Press, Veline, testamento biologico, vecchi lire, blog, tom tom,  

2007: Reality, sudoku, gay pride, quota rosa, maxi emendamento.  

2012: milleproroghe, celodurismo, biotestamento, cloud computing,  

2014: Rottamatore, cocopro, hashtag, shortino, profilazione, fake, bimbominkia 

2017: foreign fighter, emoji, svuotacarceri, stepchild adoption, curvy, doodle, camgirl, business plan, bacche d goji 

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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