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Come vengono scelti i nomi degli uragani 

Harvey e Irma sono già sui media di tutto il mondo, Josè e Katia stanno per entrarci: i nomi delle tempeste tropicali atlantiche statunitensi, associati a eventi naturali spesso distruttivi e luttuosi, vengono decisi dall’Oganizzazione meteorologica mondiale (WMO). Seguono un rigoroso ordine alfabetico e sono scelti da sei elenchi. Ognuno di questi elenchi contiene 21 nomi, uno per ogni lettera dalla A alla W. Con qualche eccezione: niente uragani chiamati Quentyn, Uma, Xavier o Yannick, ad esempio. I sei elenchi vengono utilizzati a rotazione: ciò significa che l’elenco usato quest’anno era gia’ stato utilizzato nel 2011 e sara’ riutilizzata nel 2023. 

Le liste di 21 nomi, quando uno è particolarmente devastante viene cancellato

Gli uragani più devastanti, però, vengono depennati dalla lista, in modo che rimangano associati soltanto all’anno in cui hanno avuto le conseguenze più gravi. Ad esempio, nel 2011 Irene aveva provocato 56 morti nel suo viaggio tra Caraibi e East Coast. Una furia tale da suggerire alla WMO di toglierla dai nomi da riutilizzare. Stessa cosa per altri 81 uragani, il cui nome non verrà più assegnato: è il caso di Sandy, che nel 2012 aveva ucciso 182 persone, e di Katrina, che nell’agosto del 2005 aveva spazzato via 1836 vite, devastando la città di New Orleans e classificandosi tra gli uragani più letali al mondo. 

Dal 1953 assumono i nomi di persona

Ai sei elenchi per gli uragani atlantici, si aggiugnono quelli del Pacifico del nord-est, e quattro per le tempeste che si formano nel centro-nord del Pacifico. E nomi ancora diversi sono associati ai fenomeni meteorologici che si sviluppano nei mari del sud della Cina, al largo dell’Australia o dell’India, per un totale di dieci diverse aree ognuna delle quali dotata di liste di nomi, che così hanno origini inglesi, spagnoli, olandesi e così via. E’ solo dal 1953 che gli uragani hanno i nomi propri di persona. Prima del 1950 venivano indicati semplicemente da un numero, poi per qualche tempo sono state usate parole come Able, Baker, Charlie, ripetuti ogni anno con la sconviente conseguenza di creare confusione. E così dal ’53 si scelsero i nomi propri, inizialmente però soltanto femminili. Una scelta influenzata probabilmente dalla Marina militare, dove i nomi di donna sono storicamente molto utilizzati.

All’inizio solo nomi femminili: alcuni questo volevano chiamarlo Ivanka

Ma dopo 25 anni, sull’onda delle pressioni dei gruppi femministi, la regola è cambiata ancora una volta. Dal 1979, così, i nomi che di anno in anno vengono assegnati rispettano l’alternanza di genere. Nel 2017, facendo i dovuti scongiuri, dopo Katia sarà il turno di Lee, poi di Maria e Nate. Nessuno strappi alla regola, tantomeno per provocazioni come quella di Care2, la community online di ambientalisti che ha avviato una raccolta di firme per cambiare il nome dell’uragano Irma che sta flagellando i Caraibi e minaccia la Florida. Più di 5 mila persone hanno detto sì alla proposta di chiamarlo Ivanka, in riferimento alla figlia di Donald Trump per denunciare che, a dispetto di quanto sostiene il presidente, “Il cambiamento climatico ha un impatto sulla formazione delle tempeste tropicali, rendendole più potenti e pericolose”.

 
 

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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