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Commissione Pd prepara modifiche a Italicum, si discute di 'metodo'

di Paolo Molinari

Roma – Fare presto per evitare l’effetto tormentone e lavorare lontano dai riflettori, per non distogliere l’attenzione dal referendum ed evitare fughe in avanti che potrebbero danneggiare il lavoro in corso. Sono questi i paletti che si sono dati i cinque componenti della commissione del Partito Democratico incaricata di predisporre un documento per le modifiche all’Italicum. Una indicazione che, però, sembra scontrarsi con la distanza non solo di merito che separa la minoranza dem, rappresentata da Gianni Cuperlo, dalla maggioranza renziana. La prima riunione della commissione, oggi alla Camera, ha fatto registrare un clima positivo, per usare le parole del vicesegretario Lorenzo Guerini. Il nodo rimane il metodo: partire dal Pd e allargare in un secondo momento il dibattito alle altre forze politiche o usare il doppio binario delle consultazioni dentro e fuori il partito? Cuperlo vorrebbe percorrere la prima strada. Guerini non sembra dello stesso avviso: “Oggi ci si è confrontati sul metodo di lavoro, procederemo nei prossimi giorni con un approfondimento fra di noi e con una prima verifica delle disponibilità delle altre forze politiche”.

Dal lavoro, comunque, non dovrebbe arrivare un documento politico di dettaglio sulle modifiche. Più probabile che la commissione produca un testo di intenti, una ‘cornice’ da riempire con i contributi delle altre forze politiche. Un percorso che permetterebbe alla maggioranza renziana di tenere aperto il dialogo fuori il partito e avvicinare Sinistra Dem – area che fa capo a Cuperlo – alla causa del Sì al referendum. L’ex presidente dell’assemblea Pd aveva infatti sottolineato di non essere pregiudizialmente contrario alla riforma. Ma aveva vincolato alle modifiche all’Italicum attraverso un documento “concreto” del partito, il suo apporto al Sì. Se l’operazione dovesse avere successo, inoltre, la maggioranza Pd vedrebbe la minoranza spaccarsi, con Sinistra dem da una parte e l’ala oltranzista dei bersaniani dall’altra. L’esponente di riferimento di Sinistra Dem sembra essere consapevole di questo rischio e, in una nota, ribadisce i punti dai quali partire per riformare la legge elettorale: “Il Pd indichi con limpidezza principi e percorso di una nuova legge elettorale”, scrive Cuperlo. “Penso all’equilibrio necessario tra rappresentanza e governabilità e alla scelta dei collegi uninominali per recuperare un legame di conoscenza e fiducia tra elettori ed eletti”. E aggiunge: “è un bene per tutti che la chiarezza su questa volontà avvenga in tempi brevi anche per rispetto ai nostri iscritti e ai nostri elettori”.

Dalle opposizioni, intanto, arrivano segnali niente affatto incoraggianti per Guerini e gli altri componenti della commissione. Il presidente dei deputati di Forza Italia, Renato Brunetta, ha già spiegato che il suo partito non intende sedersi al tavolo delle trattative: “Non ci si siede con i bari”, è stata la formula utilizzata. Nemmeno Sinistra italiana dà per scontata la partecipazione al lavoro sulla legge elettorale: “Noi siamo gente educata per cui quando ci invitano rispondiamo, ma abbiamo anche la libertà di non partecipare agli incontri”, ha fatto sapere Arturo Scotto. Sulla partecipazione del Movimento Cinque Stelle, infine, nessuno si sente di scommettere visto che Danilo Toninelli, membro M5S in commissione Affari Costituzionali, va ripetendo da tempo che nessuno dei pentastellati incontrerà la commissione. I cinque del Pd, comunque, torneranno a incontrarsi la prossima settimana – stando a quanto si apprende – anche se al momento una convocazione ufficiale non c’è. (AGI)

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