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Como, detenuto suicida in cella dopo la messa. Il sindacato degli agenti: è allarme in Lombardia

Ha assistito alla messa celebrata in carcere e poi, tornato in cella, si è tolto la vita impiccandosi con un laccio rudimentale al letto a castello. Nulla ha potuto fare l’agente di polizia penitenziaria che è intervenuto. A rendere nota la vicenda, che ha avuto come vittima un detenuto cileno trentenne che si trovava nel carcere di Como per spaccio di droga e furto, è Donato Capece, segretario generale del Sindacato autonomo polizia penitenziaria (Sappe).
 
“Non sono passati che pochi giorni dall’allarme lanciato dal Sappe sulle criticità delle carceri lombarde – osserva il sindacalista – nelle quali dal 1° gennaio al 30 giugno 2014 si erano già contati il suicidio di un detenuto, 441 atti di autolesionismo, 54 tentati suicidi, 192 colluttazioni e 56 ferimenti”. “Il suicidio di un altro detenuto in carcere dimostra come i problemi sociali e umani permangono, eccome, nei penitenziari, al di là del calo delle presenze – osservano dal Sappe – Lo conferma anche il dato di 20 suicidi di detenuti nei primi sei mesi dell’anno”.Il sindacalista rimarca che “negli ultimi vent’anni le donne e gli uomini della polizia penitenziaria hanno sventato più di 16mila tentati suicidi e impedito che quasi 113mila atti di autolesionismo potessero avere nefaste conseguenze. Purtroppo a Como il pur tempestivo intervento del poliziotto di servizio non ha potuto impedire il decesso del detenuto”.
Argomenti:
provincia di Como
comò
Suicidi in carcere
Sappe
Protagonisti:
Donato Capece

Fonte

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