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Con la riforma le infrastrutture tornano a Stato

Roma – La nuova formulazione della Carta Costituzionale, sottoposta a referendum, integra le materie attribuite alla ‘potestà legislativa esclusiva dello Stato‘ per le infrastrutture strategiche e le grandi reti di trasporto e di navigazione di interesse nazionale e relative norme di sicurezza cioè porti aeroporti, rete viaria e ferroviaria. Inoltre assegna alla ‘potestà legislativa esclusiva dello Stato’ le disposizioni generali e comuni sul governo del territorio e sul sistema nazionale e coordinamento della Protezione civile.

E’ poi da tener presente che il nuovo articolo 117, quarto comma, prevede che, su proposta del Governo, la legge dello Stato possa intervenire in materie di competenza regionale quando lo richieda la tutela dell’unità giuridica o economica della Repubblica, ovvero la tutela dell’interesse nazionale. In pratica lo Stato ha competenza su ogni materia, nessuna esclusa, sia quelle espressamente elencate di competenza regionale, sia quelle residuali anche se per queste tipologie di norme si prevede il riesame obbligatorio del Senato, dopo la deliberazione della Camera.

Tutto ciò lascia comunque spazio alla nascita di questioni interpretative e relativi conflitti sui confini tra l’ambito di competenza dello Stato e l’ambito di competenza delle Regioni. Ma tali problemi potrebbero essere superati con la trasformazione del Senato della Repubblica nel Senato delle Autonomie. Essendo un organo rappresentativo delle istituzioni territoriali con una funzione di raccordo tra lo Stato e gli enti territoriali. In tale sede sarebbe, infatti, possibile trovare una convergenza tra interessi nazionali e locali.

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