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Condannata scuola cattolica che discriminò insegnante ritenuta omosessuale

«Si tratta di una sentenza importante che ribadisce come il diritto alla libertà di religione non significhi “diritto” a discriminare. Un concetto che nel nostro Paese è bene ripetere spesso».

Ha accolto così il segretario dell’Uaar, Stefano Incani, la notizia diffusa oggi dalla stampa che il giudice del lavoro di Rovereto, in Trentino Alto Adige, ha condannato una scuola paritaria cattolica per aver discriminato un’insegnante in base al suo presunto orientamento sessuale.

L’Istituto coinvolto è quello delle Figlie del Sacro Cuore di Gesù di Trento che dovrà risarcire con 25mila euro la docente. Il Tribunale del lavoro di Rovereto ha stabilito infatti che «la presunta omosessualità dell’insegnante nulla aveva a che vedere con la sua adesione o meno al progetto educativo della scuola».

«Per noi dell’Uaar si tratta di un atto dovuto anche in considerazione del fatto che le scuole paritarie ricevono cospicui fondi pubblici e a maggior ragione dunque non possono porre in essere differenze di trattamento che violano la legge».

Comunicato stampa Uaar

 

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