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Confindustria, oggi si decide il dopo-Squinzi

di Monica Setta
Il Consiglio generale della Confindustria è riunito dalle 10 in Viale dell’Astronomia per decretare chi sarà indicato come successore di Giorgio Squinzi anche se la ratifica della nomina avverrà solo nell’assemblea privata del 25 maggio. L’esito del voto dei 198 consiglieri è ancora incerto, ma fra i due candidati Alberto Vacchi e Vincenzo Boccia, si prevede è ormai un testa a testa.  Ecco i principali punti dei due progranmi:
 
Vincenzo Boccia, nato a Salerno nel 1964, guida l’azienda di famiglia la Arti Grafiche Boccia che fattura 40 milioni di euro ed ha 160 dipendenti. ” La mia ē un’idea di associazione concentrata sullo sviluppo di fattori di competitiva orizzontale” spiega Boccia. Il suo programma prevede: 1/ rafforzamento della sede confindustriale di Bruxelles 2/ aumento del numero degli associati per far crescere Confindustria 3/ sedersi al tavolo di riforma del modello di contrattazione con i sindacati con cui Boccia vuole aprire il confronto sulla produttività
Alberto Vacchi, classe 1964, guida la bolognese Ima dal 1996 ed ha portato l’azienda dai 70 milioni di fatturato ad oltre un miliardo. Quotato in Borsa, il suo gruppo è considerato oggi una multinazionale tascabile. ” Sono pronto anche io a sedermi al tavolo di confronto con i sindacati ma non per firmare un accordo a tutti i costi” taglia corto Vacchi ” secondo la mia visione Confindustria deve tornare ad essere preponderante nel sistema italiano, anzi deve essere motore vero della politica industriale”
1/ misurarsi sempre e comunque con il mercato/ sul mercato. Le imprese italiane vincono se riescono a fare “sistema”
2/ dare un segnale forte di “discontinuità” rispetto alla concertazione
3/ riportare l’impresa al centro del sistema, la politica ha avviato il cambiamento adesso deve farlo anche la Confindustria. (AGI)
 
 

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