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Consulta fa felici Renzi, Grillo, Salvini e Meloni: #VotoSubito

La Corte Costituzionale, con sentenza immediatamente applicabile, ha bocciato il ballottaggio previsto dall’Italicum, ha detto no ai capilista bloccati e ha frenato le pluricandidature. Ora spetta al Parlamento armonizzare il sistema al Senato e poi si può votare. Nasce così un asse indedito tra il Pd rappresentato da Matteo Renzi (mentre l’incognita è l’opposizione interna), M5S, Lega e Fratelli d’Italia che vogliono andare subito al voto. Grillo sul suo blog scrive: “Habemus Legalicum, no alleanze, puntiamo al 40%”.

Habemus Legalicum: voto subito! #Obbiettivo40PerCento https://t.co/M9CKubjH5H
Chi non ci sta lo fa per intascarsi la pensione a settembre pic.twitter.com/Cdtv0omQJw

— Beppe Grillo (@beppe_grillo) 25 gennaio 2017

“Fumata bianca della Consulta. Habemus Legalicum! Ora c’è una legge elettorale costituzionale e pronta all’uso per il voto subito”, scrive sul suo blog Beppe Grillo commentando la decisione della Corte Costituzionale sull’Italicum in un post dal titolo ‘Habemus Legalicum: voto subito! #Obiettivo40PerCento’. “Nella sentenza è specificato che: ‘la legge elettorale è suscettibile di immediata applicazione’. Non ci sono più scuse – sostiene il leader M5S – la Corte Costituzionale ha tolto il ballottaggio, ma ha lasciato il premio di maggioranza alla lista al 40%. Questo è il nostro obiettivo per poter governare. Ci presenteremo agli elettori come sempre senza fare alleanze con nessuno”, ribadisce.

Il testo della decisione della Corte Costituzionale sull’Italicum

Matteo Salvini lancia l’hashtag #votosubito

“‘Legge elettorale subito applicabile’ dice la Consulta. Non ci sono più scuse: parola agli italiani!! Se sei d’accordo, rilancia #votosubito”, scrive il leader della Lega su twitter commentando le decisioni della Consulta sull’Italicum. E da Milano il governatore della Lombardia, Roberto Maroni, sintetizza: “Voto subito, è questo il messaggio. E’ una sentenza immediatamente applicabile. La democrazia con la ‘d’ maiuscola deve prevalere”. 

Giorgia Meloni: sabato 28 gennaio tutti in piazza per chiedere elezioni

“Ora che abbiamo anche una legge elettorale non ci sono più scuse: sabato 28 gennaio tutti in piazza a Roma per chiedere elezioni subito”, scrive Giorgia Meloni, presidente di Fratelli d’Italia, su Twitter.

Ettore Rosato del Pd: convergiamo sul Mattarellum

Ettore Rosato, capogruppo Pd alla Camera e vicinissimo a Matteo Renzi è sulla stessa linea dell’opposizione. “Si sono create le condizioni per andare a votare subito – dice commentando la decisione della Consulta -. Noi rilanciamo con forza la possibilità di convergere sul Mattarellum. Non è una questione di tempo, serve una disponibilità politica vera. Noi restiamo sul Mattarellum, altrimenti c’è il ‘Consultellum'”. Per Rosato “non c’è stata una bocciatura dell’Italicum, l’impianto resta”. Parlando della diversità tra le leggi per la Camera e quella per il Senato, Rosato spiega: “Si tratta di due leggi armonizzate. Due leggi a forte impianto proporzionale. Due leggi omogenee, del resto la Consulta non ha rilevato alcuna incostituzionalità”. Anche il vicesegretario dem, Lorenzo Guerini si dice disponibile ad andare alle urne: “L’impianto dell’Italicum resta. Il Pd non ha paura del voto – spiega -. Se c’è la volontà di discutere sul Mattarellum, bene, altrimenti c’è la possibilità di andare a votare”.

Maurizio Gasparri: ora dobbiamo fare una legge per il Senato

Meno propenso ad andare al voto sembra il senatore di Forza Italia, Maurizio Gasparri, che su Twitter scrive: “La Consulta si è espressa, ora è necessario fare una legge elettorale per il Senato analoga a quella della Camera”.

#leggeElettorale #Consulta si è espressa, ora è necessario fare una legge elettorale per il Senato analoga a quella della Camera

— Maurizio Gasparri (@gasparripdl) 25 gennaio 2017

Sempre su Twitter, Deborah Bergamini, responsabile Comunicazione di Forza Italia, si dice d’accordo col collega di partito: “Dopo sentenza Consulta tocca ora al Parlamento armonizzare le leggi elettorali di Camera e Senato. Poi subito al voto”. 

 

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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