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Consulta, inammissibile ricorso contro 'stepchild'

Roma – La Corte costituzionale ha dichiarato inammissibile la questione di legittimità sollevata dal Tribunale sulla cosiddetta stepchild adoption, nell’ambito del procedimento avviato da due donne sposate negli Usa per chiedere il riconoscimento in Italia della sentenza con cui il giudice dell’Oregon diede il via libera all’adozione del figlio naturale avuto con inseminazione artificiale da una delle due in favore della partner. La questione di leggimità sottoposta alla Consula dai giudici bolognesi era relativa alle legge 184/1983 sulle adozioni.

Il tribunale di Bologna ha sottoposto al vaglio di costituzionalità la legge 184/1983 sulle adozioni “nella parte in cui, come interpretati secondo diritto vivente, non consentono al giudice di valutare, nel caso concreto, se risponda all’interesse del minore adottato (all’estero) il riconoscimento della sentenza straniera che abbia pronunciato la sua adozione in favore del coniuge del genitore, a prescindere dal fatto che il matrimonio stesso abbia prodotto effetti in Italia (come per la fattispecie del matrimonio tra persone dello stesso sesso)”. I giudici bolognesi, che ora riprenderanno in mano le carte del procedimento, ritenevano che la legge del 1983 violi diversi articoli della Costituzione (il 2, 3, 30 e 117) nonche’ l’articolo 8 della Convenzione europea dei diritti dell’uomo. L’Avvocatura dello Stato, con una memoria depositata oltre un anno fa, aveva rilevato che la legge impugnata per la vicenda delle americane Eleonora Beck e Liz Joffe già permette, in realtà, casi particolari di adozione, mettendo in primo piano la tutela dell’interesse “supremo” del minore. Una linea affermata anche da alcune sentenze di merito, prima tra tutte quella firmata dal collegio presieduto dal giudice Melita Cavallo, che nel 2014 diede il via libera all’adozione di una bambina in una coppia formata da due donne. In un comunicato della Corte costituzionale si specifica che la questione di legittimità costituzionale promossa dal Tribunale per i minorenni di Bologna è stata dichiarata inammissibile perché il collegio di merito “ha erroneamente trattato la decisione straniera come un’ipotesi di adozione da parte di cittadini italiani di un minore straniero (cosiddetta adozione internazionale), mentre si trattava del riconoscimento di una sentenza straniera, pronunciata tra stranieri”.

La decisione della Consulta arriva alla vigilia del voto di fiducia al Senato sul maxiemendamento sul ddl sulle unioni civili, dopo che dal testo è stata cancellata la questione più controversa della legge, la stepchild adoption. L’esame delle ddl inizierà stasera dopo il voto di fiducia sul Milleproroghe, e quindi soltanto dopo le 19. E proseguirà fino alle 22 (questo è l’orario previsto per l’aula del Senato). Ma, secondo quanto si apprende, ad ora il testo del maxiemendamento non c’è. Quindi, se entro oggi il maxiemendamento non arriverà nelle mani dei senatori, èprobabile che il governo porrà la questione di fiducia soltanto domani. Anche perché forze di opposizione, come Forza Italia, hanno chiesto del tempo per poter leggere il maxiemendamento. 

(AGI) 

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