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Consultori. quarant’anni di successi aspettando un (necessario) rilancio

Articolo di Mariapaola Salmi sul libro de L’Asino d’oro (Repubblica 4.3.14)

“”Un adolescente di oggi sa poco o niente di consultori. Eppure, malgrado l’indebolimento complessivo di questi servizi istituiti nel nostro paese a metà degli anni Settanta (legge 29 luglio 1975, n. 405), il loro successo continua, in attesa di un rilancio. Le peripezie organizzative e le avventure professionali che nei decenni i consultori hanno affrontato, vengono raccontate da Giovanni Fattorini, ginecologo bolognese, nel saggio I consultori in Italia edito da l’Asino d’Oro. «Nati sulla scia di una stagione storica e politica di grandi conflitti positivi – spiega Fattorini – i consultori familiari (CF) hanno rappresentato la sintesi del presidio sanitario al servizio delle donne e del presidio socio-assistenziale al servizio delle famiglie».
Promozione della procreazione responsabile e prescrizione dei mezzi necessari per conseguirla, tutela della salute della donna e assistenza psicologica e sociale della famiglia, della coppia e di minori, i consultori si sono presentati da subito con tre grandi novità: servizio capace di integrare temi sanitari e temi sociali; evoluzione della cultura sanitaria in contrapposizione a quella medica tradizionale; punto di riferimento di più soggetti: famiglia, coppie, minorenni, immigrati. A distanza di 40 anni la realtà dei servizi è cambiata.
Scarsi finanziamenti, poca informatizzazione, criticità strutturali e burocratizzazione hanno frammentato i CF. «Oggi abbiamo circa 2100 consultori sul territorio nazionale, manca un coordinamento e l’equilibrio iniziale tra prevenzione e assistenza si è perso – osserva Fattorini – negli anni Novanta l’introduzione delle campagne di screening oncologico, nel 2000 il POMI (Progetto Obiettivo Materno- Infantile) e nel 2005 la legge 40 sulla procreazione medicalmente assistita sono opportunità rimaste sulla carta». Oggi i consultori sono attivi nella sorveglianza delle gravidanze (oltre alle immigrate si rivolgono ai CF tante italiane, in certe regioni il 50% delle donne), nella promozione del controllo della fertilità e nella certificazione dell’interruzione di gravidanza (Ivg), dato in crescita. Quanto agli screening i consultori sono punto di mero prelievo; scarsa invece l’attività per le problematiche inerenti l’infertilità e la procreazione medicalmente assistita.””

Fonte

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