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Consumi elettrici ai massimi per il caldo. C'è un rischio blackout?

Alle ore 16 del primo agosto i grafici di Terna, l’operatore per la trasmissione dell’energia in alta tensione, hanno registrato un picco sul consumo di corrente elettrica di 57,1 gigawatt, il più alto del 2018. E qualcuno ha temuto. Cosa? Un blackout elettrico. Ma da Terna fanno sapere che gli impianti sono solidi e le abbondanti piogge dello scorso inverno contribuiscono alla capacità di produrre energia idroelettrica, che con le altre fonti rinnovabili soddisfano più del 16 per cento della domanda nazionale. Infatti al momento (2 luglio, 9:45) il consumo reale è di 52,6 gigawatt, inferiore a quello previsto di 53,1 gigawatt).

Giusto un anno fa, il 2 agosto 2017, si era diffusa la notizia di un possibile rischio per la produzione di energia elettrica nel Paese, a causa del caldo torrido di cui avrebbero sofferto anche gli stessi impianti elettrici. Ma in realtà il record italiano dei consumi risale a prima ancora: il 22 luglio del 2015 infatti sono stati erogati 60,5 gigawatt, ben superiori a quelli del 2017. Quell’anno, a causa di alcune difficoltà nelle centrali nucleari francesi – con cui l’Italia scambia energia in un meccanismo che si chiama di “mutua assistenza” – e della siccità che non aveva permesso il pieno impiego degli invasi, si era assistito a un lieve assottigliamento del “margine di riserva”, ovvero della capacità totale massima erogabile e che normalmente è di 5 o 6 gigawatt superiore al consumo. Anche in quel caso comunque gli impianti hanno tenuto, e l’Italia ha potuto continuare a godere di luce e refrigerazione.

In ogni caso è inappropriato parlare di “rischio blackout” in questi casi, dal momento che Terna è sempre in grado di attuare la cosiddetta interrompibilità. Cioè la possibilità di modulare i flussi di energia sulla rete e mantenerli in equilibrio istante per istante “staccando” dalla rete alcuni impianti energivori in modo da abbassare il carico.

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In Italia il fabbisogno di energia elettrica (dati del 2017), è stato pari a 320,5 terawatt (+2,0% sul 2016), di cui l’88,2% soddisfatto dalla produzione nazionale e il restante importazioni nette dall’estero. La produzione nazionale lorda, pari a 295,8 terawatt, è stata coperta per il 70,8% dalla produzione termoelettrica, per il 12,8% dalla produzione idroelettrica e per il restante 16,3% dalle fonti geotermica, eolica e fotovoltaica. Quest’ultima ha registrato una variazione più che positiva pari a +10,3% rispetto al 2016.

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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