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“Contro vaffa e ruspe”. Alfano lancia il suo nuovo partito

Dopo tre anni e mezzo, si scioglie Ncd per dar vita ad Alternativa Popolare. In vista delle prossime elezioni politiche, i centristi si riorganizzano a partire dal nome e dal simbolo (un cuore giallo stilizzato su fondo blu). Non più Nuovo Centrodestra, sigla nata nell’ottobre del 2013, perché, come ha messo in evidenza Angelino Alfano, “la missione di avere un nuovo centrodestra è impossibile, è fallita perché un pezzo fondamentale che era Forza Italia ha scelto i lepenisti, ha scelto la Lega“; ma Alternativa Popolare che nasce proprio per essere, sempre parole di Alfano, “alternativi a chi sa dire solo vaffa o a chi ha in mente solo la ruspa e vuole lasciare l’Europa”. E per questo l’esigenza di cambiare pelle. Anche se, ha precisato il ministro degli Esteri, “noi voltiamo pagina ma non cambiamo ideali perché abbiamo mantenuto salda la nostra visione” e poi “noi siamo del popolarismo europeo, non viriamo a sinistra”. 

Alfano tiene il ‘battesimo’ del nuovo partito in una sala gremita, al centro congressi Alibert di Roma: oltre ai big – Beatrice Lorenzin, Enrico Costa, Maurizio Lupi, Fabrizio Cicchitto e molti altri – c’erano 238 delegati e oltre 400 tra invitati e simpatizzanti. Alternativa Popolare strizza l’occhio a tutti i moderati che non si ritrovano più in Forza Italia e nemmeno in M5S, guardando invece ad esempio a Pier Ferdinando Casini o a Stefano Parisi. La scelta della leadership ma anche dei parlamentari passerà per le primarie, viene assicurato. I temi sono quelli che Alfano e tutti gli altri (30 gli interventi nel corso della giornata) rivendicano in continuità con gli ideali che vengono rivendicati: la difesa della famiglia e dell’Europa, seppur riveduta e corretta; o anche, a proposito di immigrazione, la “difesa di un uomo che anche se ha la pelle di un altro colore e sta annegando nel Mediterraneo, io quella vita la difendo e la salvo” dice Alfano.

“Alla fine ci cercheranno gli altri”

Ma nel cambiamento di oggi, Alfano rivendica anche di avere avuto, “nell’ottobre del 2013, il coraggio, i senatori e poi i deputati, di assumersi la responsabilità di tenere la maggioranza sulle spalle e di salvare il paese e la legislatura. Anche se – ha sostenuto – chi non aveva la forza di aggredire il Pd, aggrediva noi. Ma abbiamo resistito”. E il futuro ? Quali alleanze possibili? Alfano conta di avere un peso considerando che questa legge elettorale (ancora non modificata) non permette alleanze: “Noi andiamo avanti da soli. Non li cercheremo perché alla fine ci cercheranno gli altri – dice sicuro – e quando ci cercheranno noi diremo ‘voi avete fatto i fenomeni e ora questo è il nostro programma”.

Il percorso dei prossimi passi è tracciato: entro 15 giorni sarà fissata una direzione nazionale per decidere un nuovo modello organizzativo; mentre Lupi ha detto che il passaggio da Ncd ad Alternativa Popolare sarà sancito con l’ultimo congresso del Nuovo centrodestra entro la fine dell’anno. Anche se ha auspicato: “Ci auguriamo che invece di un congresso di Alternativa popolare ci siano delle primarie della federazione dell’area liberal-popolare che veda tutti partire dallo stesso gradino. Noi lavoriamo per questo e abbiamo fatto un passo indietro”. 

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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