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Corea Sud. Un milione di fedeli per Papa Francesco che beatifica 124 martiri

Corea Sud. Un milione di fedeli per Papa Francesco che beatifica 124 martiriUn milione per gli organizzatori locali, circa 800mila per il portavoce della Santa Sede, padre Federico Lombardi, certo una folla sterminata si e’ riversata questa mattina nella grande area della Porta di Gwanghwamun, a Seul per la beatificazione di 124 martiri coreani.

-Redazione- Continua il viaggio apostolico di Papa Francesco in Corea del Sud e questa mattina nella grande area della Porta di Gwanghwamun, a Seul, il Pontefice ha beatificato 124 martiri coreani

Bergoglio, con il cardinale Pietro Parolin e l’arcivescovo Andrew Yeom Soo-jung, ha celebreato la funzione presso la Porta di Gwanghwaum. Durante il rito, celebrato in latino e coreano, il Pontefice ha beatificato, oltre a Paul Yun Ji-Chung, altri 124 suoi compagni, uccisi durante la persecuzione del 1791.

“La chiesa cattolica in Corea ha già 103 santi martiri (canonizzati da Giovanni Paolo II nel 1984) e oltre a questi, con la beatificazione di oggi, ha anche 124 beati”, ha commentato Andrew Yeom Soo-jung, arcivescovo di Seul ricordando che la zona attorno a Gwanghwamun “è il sito storico dove sono stati martirizzati i numerosi antenati della nostra fede. In essa si situavano inoltre anche i dicasteri principali della dinastia di Chosun”.
  
“La Chiesa Cattolica in Corea – ha spiegato l’arcivescovo Yeom Soo-jung – è cresciuta sul sangue dei martiri e si è dimostrata un buon esempio per la società coreana promuovendo la giustizia e i diritti umani”. 
L’auspicio del primate coreano è dunque che la beatificazione di oggi sia “occasione di sollecito per realizzare la concordia e l’unità non solo dei cattolici coreani ma anche del popolo coreano e di tutti gli altri popoli asiatici, attraverso lo scambio della fraternità universale”.

Parte della funzione è stata dedicata da Bergoglio agli ultimi: “Viviamo in società dove, accanto a immense ricchezze, cresce in modo silenzioso la più abbiente povertà; dove raramente viene ascoltato il grido dei poveri; e dove Cristo continua a chiamare ci chiede di amarlo e servirlo tendendo la mano ai nostri fratelli e sorelle bisognosi”.

Continuano in giornata gli impegni del Pontefice che visiterà Kkottongnae, a 90 chilometri circa da Seoul. Si tratta di un centro, il cui nome significa “collina dei fiori”, che include alloggi, ospedali, una università e centri di recupero per poveri e malati abbandonati di ogni età. Accoglie ogni anno migliaia di persone e ha 8 centri “fratelli” in tutta la Corea. Il Papa visiterà la sezione dedicata alle persone disabili.

Subito dopo, presso la School of Love di Kkottongnae, papa Bergoglio incontrerà le comunità religiose in Corea e celebrerà i vespri, in latino e coreano. La tappa successiva lo porterà al Centro di spiritualità di Kkottongnae per incontrare i leader dell’apostolato laico, Consiglio cattolico istituito nel 1968 che ha 27 sedi in tutta la Corea. Nella cappella, di fronte a circa 150 persone, papa Francesco pronuncerà un discorso.

Ieri, Papa Francesco ha pregato per la riunificazione tra Corea del Sud e Corea del Nord. Rispondendo a Marina, una ragazza che ha raccontato le difficoltà dei giovani sudcoreani abituati da piccoli a odiare i loro coetanei nordcoreani Papa Bergoglio ha risposto: “Esistono due Coree, ma esiste una sola famiglia. Si tratta di una separazione dolorosa”.

-16 agosto 2014-

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