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Corona "io malato di soldi, come Marlon Brando"

Milano – “Troppo facile pentirsi oggi, ma la verita’ e’ che non mi pento di niente. Tutto quello che ho fatto e’ stato per scelte consapevoli. Non e’ stato quel mondo a influenzarmi perche’ quel mondo l’ho creato io”. Fabrizio Corona lo dice alla presentazione del suo ultimo libro ‘La cattiva strada’ nel megastore Mondadori. Lo ha scritto perche’ ritiene che la sua storia “sia da raccontare a 360 gradi perche’ puo’ insegnare tantissime cose”. “Non va data la colpa agli altri – aggiunge – in questo mondo ci sono entrato in punta dei piedi, poi di petto, poi l’ho plasmato. Ho fatto si’ che i sentimenti e la morale fossero cancellati per interessi cinici. L’ho plasmato a mia immagine e somiglianza”.

D’altra parte il re dei paparazzi non rinnega nulla di se stesso, neanche l’attaccamento al vil denaro. Non a caso il libro Si apre con la frase “l’unica ragione per cui rimango a Hollywood e’ perche’ non ho il coraggio di rinunciare ai soldi”, una citazione di Marlon Brando. “E’ difficile rinunciare alla tentazione dei soldi e della fama – ammette – la malattia dei soldi che ho avuto e continuo ad avere. Avere soldi e’ l’unica cosa che mi rende indipendente. Mi permette di non avere capi. Di non dover sottostare a regole. Come Marlon Brando scendo a patti con il business”.

Ma ci sono anche le pagine piu’ intime nelle quali parla del difficile rapporto con il padre, che ammette di aver sempre mitizzato. E con il quale ha avuto momenti di grande incomprensione. “Il rapporto con mio padre e’ la base di tutto – dice – e adesso che non c’e’ piu’ ci siamo ritrovati, comunicando in altri modi. Le persone piu’ importanti della mia vita sono mio padre e mio figlio e in mezzo ci sono io . Mio padre non l’ho raggiunto dal punto di vista morale”.

“Sono entrato nel 2001 nel mondo dell’editoria, ho creato personaggi e sono diventato un leader, quello del gossip. Guadagnavo molti soldi e lui non si capacitava di questo. Erano tempi in cui riuscivi a vendere servizi a 150-200 mila euro. Ero il numero uno, i paparazzi mi chiamano ancora il maestro”.

E i soldi per Corona sono anche “l’unico modo” che conosce per dimostrare affetto: quando il figlio aveva 4 anni gli regalo’ un Rolex per Natale. Il libro ‘La cattiva strada’ non racconta nulla delle vicende giudiziarie che hanno portato Corona in carcere e alla vita che conduce oggi. Dice di non essere un uomo libero. E neanche un privilegiato. “Non sono assolutamente uomo libero, devo chiedere dei permessi per fare tutto e non posso andare all’estero. Non posso esprimere quello che penso sulle vicende giudiziarie”. E proprio quest’ultimo punto che gli pesa. Tanto che annuncia un nuovo progetto editoriale, “un libro giuridico, tecnico”. Avrebbe voluto scriverlo subito ma il suo editore gli ha assicurato che lo fara’ e sara’ un saggio. “Sono diventato un ottimo conoscitore della legge penale – spiega Corona – volevo attaccare il sistema giudiziario, raccontare cosa non funziona in galera. Lo pubblichero’, ci tengo moltissimo e vediamo quello che succede”. (AGI) 

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