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Corsa a 4 per la poltrona di capo Fbi, ma il 'Russiagate' va avanti

La nomina del successore di James Comey alla guida dell’Fbi sarà “rapida” e potrebbe essere decisa già entro venerdì prossimo, alla vigilia della prima missione internazionale di Donald Trump in Arabia Saudita. L’annuncio arriva direttamente dal presidente Usa, che ai cronisti in volo sull’Air Force One, dice che si può “prendere una decisione rapida”, ed “è possibile anche” che ciò avvenga prima della partenza per Riad. Il profilo del successore di Comey, ha ripetuto Trump, è quello di una personalità “eccezionale”, “molto conosciuta” e del “più alto livello”.

Il ‘casting’ per il nuovo capo dell’Fbi

Il ‘casting’ per la scelta del nuovo capo del Bureau guidato dal procuratore generale Usa, Jeff Simmons e dal suo numero due Rod Rosenstein, di fatto è già iniziato.

Chi sono i quattro papabili:

  1. L’attuale direttore ad interim dell’Fbi, Andrew McCabe
  2. Il senatore repubblicano, John Cornyn
  3. Il giudice della corte d’Appello di New York, Michael Garcia
  4. L’ex numero uno della divisione criminale del Dipartimento di Giustizia, Alice Fisher.

L’indagine dell’Fbi sul ‘Russiagate’ va avanti

Malgrado il licenziamento in tronco martedì scorso del direttore dell’Fbi, che coordinava l’inchiesta, proseguono le indagini del Bureau sul ‘Russiagate’, le presunte ingerenze di Mosca nelle elezioni presidenziali e i contatti di alcuni consiglieri di Trump con funzionari russi, che secondo molti avrebbe portato alla decisione del presidente Usa di licenziare Comey. L’Fbi in particolare non molla la presa su Paul Manafort, l’ex capo della campagna elettorale del presidente fino allo scorso agosto, quando venne fatto fuori per i suoi controversi rapporti di lavoro con l’ex presidente ucraino, il filo-russo Viktor Yanukovich, deposto nel 2014. Ynukovich, dal cui partito, si sospetta che abbia ricevuto 12,7 milioni di dollari non registrati.

La decisione di Trump di licenziare Comey è impopolare

E la decisione a sorpresa di Trump di licenziare in tronco Comey non è piaciuta nemmeno all’opinione pubblica Usa. Secondo l’ultimo sondaggio Gallup, il 46% è critico nei confronti delle sua rimozione, mentre solo il 39% degli intervistati l’approva. Si tratta di una reazione molto più dura di quella che ebbero gli americani nel 1993, quando ci fu l’ultimo – e fino alla scorsa settimana l’unico – caso di rimozione di un presidente FBI da parte del presidente. In quella occasione Bill Clinton licenzio’ William Sessions. Ad approvare questa scelta ci fu il 44% delle persone, contro il 24% che la bocciava. 

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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