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Corsa per il Campidoglio, Marchini all'attacco di Bertolaso

Roma – Nella corsa per il Campidoglio, Alfio Marchini va all’attacco del candidato del centrodestra, Guido Bertolaso. “Fa tenerezza questo Bertolaso che si fa organizzare da papa’ Silvio la garetta da fare da solo”, e che “invece di fare i faccia a faccia con me in tv o in radio si chiude nella sua stanza fa telefonare da papa’ Silvio per difenderlo. Se vuoi una leadership devi conquistartela”, afferma Marchini, aprendo la sua campagna elettorale. “Credo sia fondamentale confrontarci ma vedo che c’e’ una grande paura del confronto soprattutto da parte di Bertolaso”, insiste il candidato indipendente. 

Bertolaso “Salvini intelligente, smusseremo gli angoli” – “Siamo in democrazia. Cio’ che e’ importante e’ che Salvini abbia approvato questa procedura. Poi, a mano a mano, con i programmi che presenteremo e con il confronto che spero di avere presto anche con lui, riusciremo a smussare tutti gli angoli acuti”. Risponde cosi’ Bertolaso, a margine del convegno Ppe organizzato da Antonio Tajani all’Ergife, al leghista Matteo Salvini che ieri di Bertolaso aveva detto: “Non e’ il mio candidato a meno che non me lo impongano i cittadini ai gazebo”. Bertolaso aggiunge sicuro: “Salvini e’ una persona molto intelligente, e’ attento ai problemi anche di questa citta’ e quindi si sta rendendo conto che c’e’ bisogno di qualcuno che sappia non solo capire i problemi ma anche individuare e attuare le soluzioni. Da questo punto di vista – conclude – e’ il mio curriculum professionale che parla chiaro”. “Io ho sempre auspicato che ci fosse una  assoluta unita’ di intenti. Se andiamo avanti tutti uniti credo che non ce ne sia per nessun altro, sulla base dei programmi, dei progetti e delle cose concrete che siamo in grado di suggerire”, ha aggiunto Bertolaso. – “Io sono assolutamente ottimista, proccupato, preoccupato della situazione della citta’ ma determinato ad aiutare i romani, a lavorare insieme, a fare squadra per riprendere la grande bellezza di questa citta’ che abbiamo dimenticato. Dobbiamo tornare davvero ad essere la caput mundi. Non ci sono vie di mezzo ne’ compromessi. Dobbiamo di nuovo essere la piu’ bella citta’ del mondo”, sottolinea Bertolaso. Sara’ come lo storico sindaco di New York Rudolph Giuliani, cosi’ come ha detto ieri Silvio Berlusconi? “La nostra parola d’ordine e’ tolleranza zero contro il degrado – risponde Bertolaso – e’ una mia idea che nasce dal rapporto avuto con il sindaco di New York negli anni ’90, abbiamo lavorato insieme, lui mi ha spiegato la famosa teoria degli specchi e dei vetri rotti.. E io vorrei applicarla in questa citta’. A New York ha funzionato molto bene, a Roma deve funzionare acora meglio”. “Come sempre accade in politica – ha aggiunto minimizzando sui dubbi sollevati dal leghista Matteo Salvini – i partiti del centrodestra hanno lavorato, si sono confrontati, hanno discusso e hanno anche polemizzato, ma poi si sono avviati sulla strada corretta”. “Stiamo andando avanti rispettando quello che e’ stato il mio mandato di candidato di centrodestra ma anche andando oltre il centrodestra – ha sottolineato – cercando di coinvolgere tutta la societa’ civile di questa citta’ che e’ disperata per la situazione di degrado nel quale viviamo”. 

Marchini, “ne’ di destra, ne’ di sinistra” – “I nostri avversari non si danno pace perche’ siamo ancora qua: avevano allestito il loro bell’inciucio e glielo abbiamo rovinato”, ha affermato Marchini, ricordando che “noi abbiamo costretto il grande Pd del 40% a firmare la resa davanti al notaio, perche’ siamo noi ad aver mandato a casa Marino”. “Mi chiedono se sono di sinistra o destra e con chi vado, ma io dico che bisogna costruire una nuova identita’ perche’ siamo tutti ex di qualcosa: chi di sinistra, chi democristiano, chi del Movimento sociale e chi ha votato i repubblicani come nel mio caso. Dobbiamo quindi raccogliere chi ha storie e vissuti diversi”. “A Roma e in Italia siamo orfani di identita’ e appartenenza, da ricostruire non rottamando tutto ma portando le nostre radici nel futuro. Le ideologie possibili sono orfane di una guida e noi ci candidiamo a essere quella guida – ha aggiunto Marchini – immaginando una grande cattedrale laica fondata su quattro principi fondamentali: liberta’ di parola, di religione, dal bisogno e dalle paure”. (AGI)

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