TwitterFacebookGoogle+

Corte europea dà ragione ai medici: “Londra può sospendere le cure al piccolo Charlie”

Il piccolo è affetto da una sindrome da deplezione del Dna mitocondriale, malattia rara che causa un progressivo e inesorabile indebolimento muscolare.

Pubblicato il 27/06/2017 –

Il piccolo Charlie Gard deve morire. Anche la Corte europea dei diritti umani, come prima avevano fatto i tribunali del Regno Unito nei vari gradi d’appello, si è pronunciata in favore dei medici del Great Ormond Street Hospital, centro pediatrico di Londra, che chiedono di staccare la spina al neonato di dieci mesi perché affetto da una grave e rara malattia giudicata incurabile e che lo farebbe soffrire troppo. Una vicenda drammatica e con risvolti decisamente crudeli che ha visto i giovani genitori del bambino, Chris Gard e Connie Yates, tentare ma senza successo di portare il figlio negli Stati Uniti per sottoporlo a cure sperimentali non disponibili in Gran Bretagna nel tentativo disperato di salvarlo dalla sindrome di deperimento mitocondriale.

Ma non ci sono riusciti nonostante avessero raccolto con una colletta, a cui hanno partecipato 83 mila persone, ben 1,3 milioni di sterline, quanto serviva per pagare il trasferimento e le costosissime terapie negli Usa. Una speranza era stata alimentata nei giorni scorsi proprio dai giudici europei che avevano imposto misure preventive per continuare a tenere in vita Charlie in attesa che la corte di Strasburgo si pronunciasse in via definitiva. Nel loro ricorso i genitori del bimbo avevano sostenuto che l’ospedale di Londra aveva bloccato l’accesso a un trattamento per mantenere in vita il piccolo violando cosi il diritto alla vita e anche quello alla libertà di movimento. Inoltre, avevano denunciato le decisioni dei tribunali britannici «come un’interferenza iniqua e sproporzionata nei loro diritti genitoriali».

Ma la corte europea alla fine ha respinto la loro istanza tenendo conto «del considerevole margine di manovra che gli Stati hanno nella sfera dell’accesso alle cure sperimentali per malati terminali e nei casi che sollevano delicate questioni morali ed etiche». È stato affermato quindi che non spetta al tribunale di Strasburgo il compito di sostituirsi alle competenti autorità nazionali. Inoltre i giudici hanno rilevato che «le decisioni dei tribunali nazionali sono state meticolose e accurate e riesaminate in tre gradi di giudizio con ragionamenti chiari ed estesi che hanno corroborato sufficientemente le conclusioni a cui sono giunti i giudici».

Quindi ora spetta solo ai medici di Londra decidere quando staccare la spina a Charlie. Un portavoce dell’ospedale ha espresso la vicinanza dell’istituto ai genitori e tentato di rassicurare sul fatto che le prossime decisioni sul regime di terapie del bimbo non verranno prese in fretta ma questo non può neanche lontanamente lenire il dolore dei Gard.

http://www.lastampa.it/2017/06/27/esteri/corte-europea-d-ragione-ai-medici-londra-pu-sospendere-le-cure-al-piccolo-charlie-HsI6UPBD6TNHI700xPNsAM/pagina.html

Questo sito non rappresenta una testata giornalistica; viene aggiornato saltuariamente e non può quindi considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge 62 del 07/03/2001. Inoltre viene utilizzato materiale tratto da siti/blog che possono essere ritenuti di dominio pubblico. Se per qualsiasi motivo gli autori del suddetto materiale, o persone citate nello stesso non gradissero, è sufficiente una email all'indirizzo apocalisselaica[@]gmail.com e provvederemo immediatamente alla rimozione.