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Cos'è e come è nata la 'Faida del Gargano' 

La strage di stamani nei pressi della vecchia stazione di San Marco in Lamis ha riacceso le luci  sulla sanguinosa faida del Gargano, storie di sangue  e di orrore tra le rocce e le campagne  del promontorio  che si affaccia come uno sperone  sull’Adriatico.  In realtà sarebbe più corretto parlare di faide  visti i filoni di una vicenda dalle tante articolazioni e che si snoda per diversi decenni. 

Origine di una faida

Numerose le famiglie del Gargano coinvolte nella cosiddetta faida, una guerra nata per questioni di abigeato e poi trasformatasi in lotta per il controllo del territorio e dei traffici illeciti. La più nota è quella tra i Li Bergolis e gli Alfieri-Primosa di Monte Sant’Angelo. Una guerra iniziata oltre 30 anni fa e scandita da oltre 30 omicidi, altrettanti tentativi di omicidio e decine di casi di lupara bianca. Un tempo alleati dei Li Bergolis e del capo famiglia Francesco, detto “Ciccillo” vi erano anche i Romito, con l’ultimo boss rimasto ucciso a colpi d’arma da fuoco  stamani sulla provinciale 272. Poi l’alleanza subisce una rottura e anche queste due famiglie entrano in guerra uccidendosi tra loro.

Una catena di omicidi e corpi nelle grotte

Un’altra faida è quella di San Nicandro Garganico tra i Tarantino e i Ciavarrella tra le più cruente e feroci di quelle pur crudeli del Gargano. Tutto inizia con il furto di un bovino. La catena di delitti comincia il 28 marzo del 1981 quando scompaiono nel nulla – forse inghiottiti per sempre da una delle grotte garganiche o, secondo alcuni, dati in pasto ai maiali – cinque componenti della famiglia Ciavarrella: Matteo, di 57 anni, la moglie Incoronata Gualano, di 55, e i tre figli, Nicola, Giuseppe e Caterina, di 17, 16 e 5 anni. Per questa strage è stato condannato all´ergastolo Giuseppe Tarantino, primo di otto fratelli. Matteo aveva testimoniato nel processo del furto di bovino e doveva essere vendicato.

Diciassette gli omicidi contati sino ad oggi che hanno l’unico obiettivo di eliminare il rivale che porta quel cognome. E quando tutti i Tarantino o i Ciavarrella sono praticamente estinti si passa ad eliminare i cognati. Una faida che racconta anche la storia di una donna, diventata collaboratore di giustizia, che prima è sposata ad un Tarantino e poi diventa l’amante di un Ciavarrella.

Un’altra guerra, a Vieste

Poi c’è l’ultima guerra quella che si sta svolgendo a Vieste dopo il vuoto di potere creato dall’omicidio di Angelo Notarangelo, detto Cintaridd ucciso nel gennaio del 2015, secondo alcuni da qualcuno che gli era amico e che voleva scavalcarlo. Famiglie in guerra tra loro ma che a seconda della convenienza si alleano tra loro anche con qualche clan della Società, la mafia di Foggia. Una guerra tra ex allevatori ora diventanti imprenditori dei traffici illeciti, tra cui droga e le estorsioni, storie di famiglie legate da un lungo filo rosso di sangue.

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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