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Cos'è il razzismo secondo Diego Fusaro 

Nella rubrica di La7 Coffee Break, il filosofo Diego Fusaro che in questi mesi si è ritagliato un ruolo di voce ‘ideologica’ del governo giallo-verde, almeno per quanto riguarda alcune battaglie, prova a spiegare cosa intende per razzismo, e perché l’antirazzismo è una battaglia del potere per dividere le classi dominate. Spiega Fusaro, partendo dalla definizione di razzismo:

“Il razzismo è un’aberrazione della mente umana perché è negazione metafisica dell’unità dell’essere umano, e per di più è una negazione che avviene sul fondamento di un bieco materialismo biologistico”.

Fusaro quindi parte da una critica del razzismo, perché nega l’uguaglianza di tutti gli uomini in nome delle differenze tra esseri umani di colore della pelle, corporatura, origini geografiche. Il motivo è in Hegel:

“Il grande Hegel negò il razzismo sostenendo che chi volesse desumere le qualità dello Spirito dalle caratteristiche fisiche o dal colore della pelle è come chi dicesse che lo spirito è un osso”.

Lo spirito per Hegel è l’essenza stessa dell’essere umano e il motore della storia degli uomini. Non è riconducibile a nulla di materiale, ma è anima, coscienza e psiche, ciò che accomuna tutti gli esseri umani. Però 

“Oggi per fortuna non vi è alcuna emergenza di razzismo, contrariamente a quello che si ripete. Semplicemente ci sono casi sporadici che vengono perseguiti a norma di legge.

Il guaio è che le sinistre mondialiste, fucsia e traditrici di Marx, avendo aderito al capitalismo, utilizzano l’anti razzismo in assenza di razzismo, per non praticare più l’anticapitalismo in presenza di capitalismo. E così cercano di legittimarsi in assenza di legittimità”.

Il viola, per Fusaro, è ciò che ressa del rosso, colore storico della sinistra, che avrebbe abbandonato la lotta al capitalismo e che in battaglie meno forti ideologicamente, come l’antirazzismo, cercano un sostituto politico funzionale.

“Oggi ci sono sciocchi che dicono che corriamo un pericolo razzismo e che quindi dovremmo mobilitarci in nome dell’antirazzismo. Per un altro verso abbiamo altri sciocchi che continuano a dire che ci sono episodi costanti di violenza di migranti e di persone dal colore della pelle nera”.

Il motivo è che:

“Sono due visioni egualmente sciocche che vanno tutte a vantaggio della classe dominante. È il potere che oggi utilizza il mito dell’anti-razzismo con un duplice obiettivo. Il primo luogo dividerci in basso tra bianchi e neri in maniera tale che la rabbia degli ultimi, invece di indirizzarsi verso l’alto, sia incanalata in lotte orizzontali verso il basso. In secondo il potere utilizza il termine antirazzismo come arma di distrazione di massa così da distogliere il nostro sguardo dalla contraddizione classista di tipo capitalista e mondialista che non viene nemmeno più nominata”.

Mentre per il filosofo:

“Occorre oggi unirsi tra bianchi e neri contro l’alto, contro il potere capitalismo. La lotta deve essere tra il servo che sta in basso e il signore che sta in alto”.

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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