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“Così riusciremo a scovare un tumore con le analisi del sangue”. Una ricerca italiana

Un esame del sangue per scovare il tumore. Senza biopsie, senza test radiologici o colonscopie. Uno dei ‘sacri Graal’ dell’oncologia mondiale, da sempre evocato ma mai raggiunto, potrebbe diventare presto realtà: “Penso in pochi anni, è solo una questione di sviluppo tecnologico ma sappiamo già come fare”. A parlare all’Agi è il biologo Alberto Bardelli, direttore del Laboratorio di Oncologia Molecolare dell’Istituto per la Ricerca e la Cura del Cancro di Candiolo (Torino), considerato unanimemente il pioniere della ‘biopsia liquida’, che tra i primi nel 2009, al suo ritorno da un periodo di ricerca negli Usa (un “cervello di ritorno”, dunque: “E non mi pento”), ha messo in piedi un programma di analisi di mille pazienti con tumore al colon tramite esame del sangue “per monitorare nel tempo l’evoluzione dei tumori”.

Una biopsia poco invasiva, che potrebbe aiutare quando quella tradizionale non è possibile

Ma non solo: i tumori sono uno diverso dall’altro, e le potenziali risposte alle terapie dipendono da particolari mutazioni genetiche difficili da individuare, ma fondamentali per decidere appunto quale terapia sarà più efficace, e quando farla. La biopsia tradizionale, cioè il prelievo di una piccola parte del tumore, non è sempre possibile, e presenta diversi rischi per la salute del paziente. “Per questo stiamo lavorando da anni su quella che abbiamo definito ‘biopsia liquida’ – spiega Bardelli – e siamo i primi, con lo studio ‘Kronos’, a adottarla per decidere le tempistiche delle terapie in base alle mutazioni genetiche che riscontriamo nei diversi pazienti”.

Obiettivo: la diagnosi precoce del cancro

Ma l’obiettivo grosso è la diagnosi precoce del cancro, riuscire con un esame del sangue a individuare, per esempio, il tumore al colon senza bisogno di colonscopia. “Un esame, lo sappiamo tutti, non gradevole, e che anche per questo non viene fatto da tutti coloro che invece, per età o per fattori di rischio familiare, dovrebbero farlo. Un semplice esame del sangue non darebbe gli stessi problemi, e penso che con la diagnosi precoce così a tappeto il tumore al colon sarebbe praticamente sconfitto. Se preso in tempo, infatti, è perfettamente guaribile”.

Un cervello in fuga, di ritorno dall’America

Ma la visione del biologo italiano tornato dall’America, e premiato proprio in questi giorni al congresso di oncologi europei Esmo a Madrid per le sue ricerche pionieristiche sulla biopsia liquida, guarda anche oltre: “Pensiamo all’importanza che potrebbe avere fare l’esame del sangue, una volta l’anno, a tutti i fumatori. I costi sarebbero contenuti, e potremmo scoprire precocemente praticamente tutti i casi di cancro al polmone, alzando enormemente le percentuali di efficacia delle terapie”. Non è solo un sogno: in America il progetto ‘Grail’ (chiamato così proprio per richiamare il ‘Graal’, il sogno di tutti gli oncologi), innovativa startup con dietro colossi come Bill Gates e Jeff Bezos, sta lavorando con questo obiettivo, con il coinvolgimento diretto dei ricercatori italiani: “Io sono ottimista – sottolinea Bardelli – credo che in pochi anni ci si arriverà, e sarà una rivoluzione”.

“In pochi anni ci sarà una rivoluzione”. E parlerà anche italiano 

Una rivoluzione che parla italiano: non a caso il biologo torinese, fresco di premio (dato per la prima volta a un ricercatore del nostro Paese) è presidente eletto dell’Eascr, l’associazione europea dei ricercatori. Nello stesso periodo in cui Fortunato Ciardello, medico napoletano, è presidente degli oncologi europei Esmo. Un tandem italiano alla guida sia dei medici che dei ricercatori d’Europa. “Perchè l’Italia ha enormi potenzialità – si congeda Bardelli – abbiamo grandi ricercatori, grandi medici e alcune strutture d’eccellenza. Sappiamo bene quali e quanti siano i problemi, ma questo non dimentichiamocelo mai”. 

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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