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Così Roma può evitare il razionamento dell'acqua

Otto ore al giorno senz’acqua in casa: lo spettro del razionamento che si aggira da giorni su Roma, e che dovrebbe prendere il via venerdì prossimo, potrebbe essere evitato. Con una soluzione alternativa che la Regione Lazio sta mettendo a punto e che ha intenzione di illustrare nella riunione convocata per giovedì al ministero dell’Ambiente, con il titolare del dicastero Gian Luca Galletti. E’ il retroscena pubblicato lunedì dal Messaggero secondo cui il piano B consisterebbe nello “spalmare il fabbisogno extra che deriverebbe dalla chiusura della fonte del lago di Bracciano sulle altre nove fonti di approvvigionamento della Capitale. In particolare sulle cinque sorgenti – a partire da quella del Peschiera, la principale, in provincia di Rieti – che già garantiscono la gran parte dell’acqua potabile utilizzata tutti i giorni a Roma e nei comuni dell’hinterland”.  

Una soluzione tampone 

Una soluzione straordinaria che, secondo i tecnici, dovrebbe durare solo per un settimana. Il tempo necessario per arrivare “a sabato 5 agosto quando l’abituale riduzione del consumo idrico romano, dovuto alle ferie estive, potrebbe traghettare i rubinetti romani fino a settembre”. Da quel momento in poi dovrebbero aumentare le precipitazioni, a beneficio delle riserve idriche che dissetano, e non solo, la capitale. Nei prossimi giorni – riferisce ancora il Messaggero – sono attesi contatti preliminari tra  Regione e Acea, come auspicato anche dalla sindaca Virginia Raggi. Intanto il ministro delle Politiche Agricole, Maurizio Martina, è pronto a proclamare lo stato di calamità. 

La parola ad Acea

Tocca ad Acea (azienda al 51% di proprietà del Campidoglio) ora dire sì, si legge su Repubblica. “Dalla sua, Zingaretti – ha sottolineato ai suoi – ha da promettere procedure snelle in nome del decreto sull’emergenza siccità. Tecnicamente si tratta solo di ovviare a quell’8 per cento di risorse che arrivano dal lago”.

Palazzo Chigi non vuole la grana estiva

A favorire il piano straordinario è lo stesso Palazzo Chigi, che vuole evitare questa nuova grana estiva. Lo dimostra il fatto che nel fine settimana “dal dicastero di Galletti son partiti forti imput verso la Regione e il governatore Nicola Zingaretti, affinché facciano tutto il possibile per scongiurare il razionamento idrico”. Se il piano B non dovesse essere approvato, venerdì 1,5 milioni di romani su 2,800 milioni si ritroveranno con i rubinetti a secco per 8 ore. E così anche per i giorni successivi. I turni del blocco seguiranno una rotazione ma non è ancora chiaro quali saranno le zone ‘fortunate’. 

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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