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Cosa aspettarsi dalla visita di Erdogan a Roma (traffico incluso)

Appelli e proteste in Italia per la blindatissima visita di 24 ore del presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, a Roma per essere ricevuto da Papa Francesco e vedere al Quirinale il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, e, a Palazzo Chigi, il premier, Paolo Gentiloni.

Domenica cinque curdi sono stati bloccati dopo aver tentato di entrare in piazza San Pietro per l’Angelus con bandiere curde e striscioni di protesta nascosti negli indumenti. A Torino la Digos ha denunciato otto persona, una 30enne curda e alcuni anarchici, per un blitz di protesta nella centrale chiesa di San Tommaso dove hanno esposto sull’altare uno striscione con la scritta “il sangue versato dal popolo curdo” e hanno rovesciato un liquido rosso. 


Roma blindata, traffico nel caos

Tra le misure decise dal questore di Roma Guido Marino c’è quella di aver predisposto un’ampia area, denominata ‘green zone’ dove saranno vietate manifestazioni pubbliche nelle prossime 48 ore. Il questore ha richiesto “massimo rigore” ed “allerta operativa” ad ogni singolo dirigente ed operatore di polizia. Il corteo presidenziale viaggerà su corridoi pre-individuati, ciascuno dei quali avrà varie alternative, in largo anticipo bonificati e sorvegliati dalle forze dell’ordine anche attraverso i sistemi di video sorveglianza cittadina o appositamente dedicati alla Polizia Scientifica.


Erdogan, accompagnato dalla moglie e dal alcuni ministri, alloggia all’Hotel Excelsior di Via Veneto. In serata, vedrà alcuni amministratori delegati di aziende italiane, prima di lasciare Roma.

La visita, su cui vigila un dispositivo di sicurezza di 3.500 uomini, è stata preceduta da numerosi appelli perché venga posta la questione della libertà di stampa e dell’indipendenza giudiziaria in Turchia, oltre che dell’offensiva militare contro i curdi in Siria nella provincia di Afrin.

L’Associazione nazionale magistrati, il Consiglio nazionale forense e la Federazione nazionale stampa italiana hanno scritto a Mattarella per chiedere di sollevare con Erdogan la questione delle “continue violazioni dei diritti umani e le ripetute epurazioni” di magistrati, giornalisti, avvocati, insegnanti, funzionari pubblici, medici e militari.

Antonella Napoli della campagna ‘No bavaglio turco‘ ha chiesto invano di poter consegnare una petizione (che ha raccolto 25 mila firme in Italia) per chiedere la liberazione dei giornalisti ingiustamente incarcerati in Turchia.

La presidenza turca ha fatto sapere che in Vaticano si discuterà dell’emergenza umanitaria in Siria, della lotta contro il terrorismo, di xenofobia e islamofobia e soprattutto della crisi su Gerusalemme dopo le telefonate delle scorse settimane tra Erdogan e Bergoglio. “Gerusalemme non è una questione solo dei musulmani. Entrambi siamo per la difesa dello status quo e abbiamo la volontà di tutelarlo”, ha spiegato Erdogan in un colloquio con La Stampa.

Con Mattarella e Gentiloni il presidente turco discuterà della cooperazione bilaterale in campo politico ed economico, con un focus sull’industria della Difesa, oltre che di migranti e Siria, dove preoccupa l’avanzata turca contro i guerriglieri dell’Ypg. Possibile anche un accenno ai rapporti con l’Ue, da cui Erdogan si aspetta che “rimuova il più presto possibile ogni ostacolo artificiale” alla “piena adesione” turca.

In tutto il centro storico di Roma non saranno consentite manifestazioni e verrà tenuto sotto controllo qualsiasi tipo di assembramento. In campo anche i reparti speciali a presidiare la green zone, zona di massima sicurezza. Fuori da questo perimetro, nei giardini di Castel Sant’Angelo, è in programma un sit-in di protesta della rete Kurdistan Italia. 

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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