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Cosa c'è da sapere sul Fipronil prima di preoccuparsi per le uova trovate in Italia

Le uova contaminate con il fipronil sono state distribuite anche in Italia. Due campioni di uova e prodotti derivati sono risultati positivi all’insetticida fipronil. Lo rende noto il ministero della Salute a completamento delle analisi su 114 campioni oggetto di monitoraggio in Italia. Allertate Regioni e Asl per i “provvedimenti restrittivi” di loro competenza. E cresce la preoccupazione dei consumatori per i possibili rischi per la salute. Rischi, diciamolo subito, strettamente legati alla quantità di sostanza ingerita: nel caso in questione dovrebbe essere alquanto ridotta, ma non sono da escludere complicazioni soprattutto per i bambini.

Cos’è il fipronil

Ma cos’è il fipronil? Il fluocianobenpirazolo, questo il nome chimico, è un insetticida ad ampio spettro che disturba l’attività del sistema nervoso centrale dell’insetto impedendo il passaggio degli ioni cloruro attraverso il recettore del GABA ed il recettore del Glut-Cl. Ciò causa la ipereccitazione dei nervi e dei muscoli degli insetti contaminati. Viene usato prevalentemente come antipulci, ed èun veleno a lenta attività d’azione: una volta inserito in un’esca, l’insetto viene avvelenato ma non muore istantaneamente ma ha il tempo di ritornare alla colonia o nella tana. Nelle blatte è stato rilevato che le carcasse possono contenere quantità di antiparassitario residuo sufficiente per uccidere altri insetti nello stesso luogo nel quale gli insetti si rifugiano.

Come si diffonde il veleno in una colonia 

Nelle formiche, la condivisione dell’esca fra i diversi membri della colonia aiuta la diffusione del veleno nella colonia. Con tale effetto a catena, il tasso di avvelenamento è circa del 95% in 3 giorni. Il fipronil è usato come principio attivo in prodotti commerciali antiparassitari per gli animali da compagnia, a una concentrazione di circa 9.8%. Si tratta, insomma, di un insetticida volutamente blando, pensato per trasformare gli insetti contaminati in “untori” per tutta la loro colonia. In ogni caso è categoricamente vietato nei trattamenti anti-pulci di animali destinato al consumo umano, perchè secondo l’Oms è pericoloso per fegato, reni e tiroide.

I rischi per una persona

Se una persona viene esposto al fipronil a forti dosi si possono osservare ipereccitabilità, irritabilità, tremori e, ad uno stadio più grave, letargia e convulsioni. I sintomi sono reversibili, una volta terminata l’esposizione. La sostanza si assorbe lentamente attraverso l’intestino; per ridurre l’assorbimento i medici consigliano di usare una lavanda gastrica, un purgante salino o carbone attivo. Non è noto un antidoto specifico. In ogni caso si parla di alte dosi: non dovrebbe essere il caso dell’attuale scandalo alimentare, ma di certo sarebbe meglio evitare.

C’è sui prodotti per gli animali domestici

Il Fipronil si trova nelle case di molti amanti di cani e gatti. La sostanza “incriminata” viene utilizzata legalmente per combattere le pulci e le zecche degli animali domestici. “Mentre l’uso del Fipronil è vietato per gli animali destinati all’alimentazione umana, il discorso è ben diverso per cani e gatti”, spiega Patrizia Laurenti docente di igiene all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma. “Questo significa – continua – che molti italiani, ogni volta che toccano il proprio animale domestico, vengono comunque esposti al Fipronil”, dice l’esperta. L’insetticida, può essere assorbito attraverso la pelle o ingerito. “Dovremmo porci una domanda: cosa può succedere, ad esempio, ai bambini che accarezzano il proprio cane o gatto e che poi mettono le mani in bocca?”, sottolinea Laurenti.

Insetticida moderatamente tossico

Il Fipronil è un insetticida ad ampio spettro appartenente alla famiglia chimica dei fenilpirazoli”, spiega l’esperta. “Viene utilizzato – aggiunge – sugli animali per contrastare parassiti, come pulci, termiti, pidocchi, ecc.”. Il Fipronil viene usato anche per proteggere le coltivazioni e può avere effetti anche sulle api da miele. “Si tratta di un insetticida classificato come ‘moderatamente tossico’ per l’uomo – specifica Laurenti – per cui è vietato l’uso su animali che possono finire sulla tavola o dai quali derivano prodotti alimentari, come appunto le uova”.

Distinguere tossicità cronica da quella acuta

Le conseguenze sulla salute dipendono dalle dosi e dalla durata dell’esposizione. “In caso di assunzione a dosi elevate – specifica Laurenti – si può parlare di tossicità acuta e quindi si può arrivare all’avvelenamento. Ma non sembra essere questo il caso delle uova. Oppure c’è la tossicità cronica, ovvero l’esposizione a dosi basse e prolungate nel tempo. E su questo l’Unione europea dovrà fare le sue valutazioni”.

In caso di tossicità cronica le conseguenze, almeno quelle note, non sembrano essere gravi. “Nausea e vomito, ad esempio”, ha riferito Laurenti. “Più a rischio sono i bambini, gli anziani e i malati perchè sono soggetti più fragili”, ha specificato. Quello che però può succedere nell’uomo con un esposizione piuttosto prolungata non è ancora noto. “Ci sono studi sugli animali, secondo i quali il Fipronil è cancerogeno se utilizzato in dosi basse ma prolungate nel tempo”, riferisce Laurenti.

Ancora ignoti gli effetti a lungo termine

Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) può provocare danni ai reni, tiroide e fegato se ingerito in grandi quantità per un certo periodo di tempo. “Per questo vale la pena riflettere se è il caso di consentirne l’uso per animali domestici, seppur a dosi basse”, dice Laurenti. “In ogni caso varrebbe la pena studiarne gli effetti nel lungo termine”, aggiunge.

Altro spunto di riflessione suggerito dal caso delle uova contaminate riguarda la responsabilità di produttori e distributori. “Entrambi, a mio avviso, hanno la responsabilità di controllare i prodotti prima di commercializzarli”, dice Antonio Logrieco, direttore dell’Istituto di scienze delle produzioni alimentari del Consiglio nazionale delle ricerche. “Le ovaiole vengono trattate con insetticidi, antiparassitari e antibiotici. Una parte di queste sostanze – spiega – vengono assorbite dal corpo e possono poi finire nelle uova. Il problema sta nelle quantità di insetticidi e antibiotici presenti: se superano i limiti potrebbero essere rischiose per la salute”. Se poi c’è chi “bara” e usa sostanze vietate come il Fipronil ci dovrebbe essere sempre qualcuno pronto a smascherare la frode. “Tocca alle autorità nazionali fare i controlli per verificare l’eventuale presenza di sostanze proibite o il superamento di certi limiti”, sottolinea Logrieco. Ma la responsabilità, secondo l’esperto, va anche ai distributori. “Bisogna fare attenzione alla tracciabilità – conclude Logrieco – e questo spetta ai distributori. Alcune grandi catene prevedono dei controlli interni, altri potrebbero invece verificare chi sono i produttori e quali sostanze usano prima di mettere la merce sugli scaffali”.

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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