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Cosa c'è davvero scritto nel modulo da cui Salvini ha voluto togliere i genitori 1 e 2

La formula ‘genitore 1’ e ‘genitore 2′ e’ scomparsa dai moduli ufficiali messi a disposizione dei cittadini dal ministero dell’Interno per richiedere la carta di identità elettronica. Dove appariva la formula ideata a tutela dei nuclei Lgtb, ovvero quelli con due mamme o due papà, ora c’è semplicemente la dicitura ‘genitori’. Non ‘madre’ e ‘padre’, come annunciato da Matteo Salvini, in un’intervista alla testata cattolica ‘La nuova bussola quotidiana‘. “La settimana scorsa – racconta Salvini – mi è stato segnalato che sul sito del ministero dell’Interno, sui moduli per la carta d’identità elettronica c’erano ‘genitore 1’ e ‘genitore 2’. Ho fatto subito modificare il sito ripristinando la definizione ‘madre’ e ‘padre’”.

In realtà, i moduli per richiedere la carta di identità elettronica per i figli minori, non corrispondono alle indicazioni del ministro. Il problema è che il modulo indicato dal ministero come quello aggiornato, non riporta le modifiche del ministro. Mancano le diciture “madre” e “padre”, ma si parla di “genitori” o “tutori”.

L’impegno politico – spiega lo staff del ministro – è ridare dignità alla figura di madre e padre e alla famiglia cosiddetta ‘naturale’, cioè composta da un uomo e una donna. Una battaglia che il segretario leghista e ora ministro dell’Interno conduce da anni. “Voglio fare parte di un governo con alcune idee chiare: in cui la mamma si chiama ‘mamma’ e il papà si chiama ‘papà’. Non voglio sentir parlare di ‘genitore 1’ e ‘genitore 2’. In famiglia ci sono una mamma e un papà”, aveva detto Salvini nel suo primo discorso da ministro, in un comizio tenuto il 1 giugno, subito dopo il giuramento, a Sondrio.

“Utero in affitto e orrori simili assolutamente no”

“La settimana scorsa mi è stato segnalato che sul sito del ministero dell’Interno, sui moduli per la carta d’identità elettronica c’erano ‘genitore 1’ e ‘genitore 2′”, ha raccontato nell’intervista pubblicata da ‘La nuova bussola quotidiana’, che ha linkato stamane sul suo profilo Facebook. “Ho fatto subito modificare il sito ripristinando la definizione ‘madre’ e ‘padre’. E’ una piccola cosa, un piccolo segnale, però è certo che farò tutto quello che è possibile al ministro dell’Interno e che comunque è previsto dalla Costituzione. Utero in affitto e orrori simili assolutamente no”, ha garantito. 

Il quoziente familiare

Nel lungo colloquio con la testata di orientamento cattolico, il vice premier leghista si è anche pronunciato contro la registrazione in Italia dei bambini nati all’estero da utero in affitto e dei matrimoni gay celebrati nei Paesi in cui sono stati legalizzati. “Ci stiamo lavorando, ho chiesto un parere all’avvocatura di Stato, ho dato indicazione ai prefetti di ricorrere. La mia posizione è fermamente contraria”, ha detto.

“L’obiettivo che mi pongo da qui fino a fine governo è introdurre il concetto di quoziente familiare, in modo da premiare la natalità e la scommessa sul futuro”, ha garantito. Il ministro ha poi ammesso che all’interno della coalizione di governo “su alcuni temi sensibili” ci sono “posizioni diverse”. “La Lega è per la libertà di educazione, per il diritto alla vita, per la difesa della famiglia naturale – ha spiegato -. Ma siccome i nostri alleati su questo non sempre la pensano come noi, accontentiamoci che non vengano fatti altri danni. In certi campi meglio non fare niente che fare danni.

Poi nella suddivisione del governo, abbiamo scelto il ministero della Famiglia e della disabilità; il ministero dell’Interno, che si occupa anche di discriminazioni e tematiche gender; il ministero dell’Istruzione per dare una chiara impronta alla libertà di educazione e al rispetto di alcuni principi”. 

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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