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Cosa c'è dietro l'omicidio dell'amante del boss Lo Giudice?

Lui ex sorvegliato speciale di pubblica sicurezza e con alle spalle una condanna per mafia, lei una sarta. Entrambi sposati, ma legati da una relazione extraconiugale. Venerdì sera, a bordo di un’autovettura, avevano deciso di trascorrere qualche momento di intimità. Per questo hanno raggiunto la zona adiacente il torrente di Gallico, a Reggio Calabria. Un’intimità spezzata, però, da diversi colpi di arma da fuoco, esplosi da distanza ravvicinata da uno o più killer.

Lei, Fortunata Fortugno, 48 anni, è stata ferita alla testa ed è morta durante il disperato tentativo di raggiungere l’ospedale. Lui, Demetrio Lo Giudice, 53 anni, se l’è cavata con una ferita ad un braccio. L’agguato alla coppia di amanti è uno di quei delitti da film giallo. Perché si incrociano moventi e ricostruzioni. Entrano in ballo gli equilibri della ‘ndrangheta, ma anche i legami di passione e le leggi d’onore, ancora pienamente attive in certi ambienti. 

Qual era il vero obiettivo dell’assassino?

Chiunque abbia sparato nel buio di Gallico voleva uccidere i due amanti. Forse entrambi. Ma solo le perizie della polizia e le indagini in corso potranno stabilire l’esatta dinamica. Quel che è certo, è che la coppia in auto è stata raggiunta da diversi colpi, ma l’assassino ha sparato da distanza ravvicinata, per cui appare difficile ragionare sul vero obiettivo.

Lo Giudice non è uomo di poco conto nel panorama ‘ndranghetistico di Reggio Calabria. Nel 2010 il suo nome è finito nel lungo elenco delle persone arrestate per l’operazione “Eremo”, con cui la squadra mobile di Reggio Calabria chiuse il cerchio intorno ad un imponente traffico di droga gestito dalle famiglie mafiose della citta’ dello Stretto. Per questo, fino a poco tempo fa, Lo Giudice è stato anche un sorvegliato speciale di pubblica sicurezza.

Dagli inquirenti trapela poco o nulla. Nessuna indiscrezione, se non la consapevolezza che il delitto merita un particolare approfondimento. Il perché è semplice. Se l’agguato fosse stato compiuto rispetto ai nuovi equilibri delle cosche di Reggio Calabria, dopo arresti e morti ammazzati, si aprirebbe un nuovo fronte. Qualcuno avrebbe alzato il tiro, fino ad uccidere l’amante di un boss, seppur non il capo della cosca. Ed allora a Reggio si aprirebbero giornate ad alta tensione. Pericolose. Pronte ad alimentare un clima difficile nel quale si è inserito l’agguato agli amanti che ha tinto di giallo la zona di Gallico.

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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