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Cosa c'entrano un magnate azero e Miss Universo col Russiagate

Il miliardario russo di origine azera, Aras Agalarov – proprietario fra l’altro di una delle sale per eventi più grandi di Mosca e dove si sono esibiti anche Al Bano e Romina Power, il Crocus City Hall – e suo figlio Emin, 37enne popstar famosa in tutta l’ex Urss, sono finiti al centro dell’ultimo capitolo del Russiagate, lo scandalo legato ai rapporti tra lo staff del presidente americano Donald Trump e funzionari del Cremlino.

Cosa hanno combinato il miliardario e suo figlio

Secondo quanto emerso dallo scambio di email tra Donald Jr Trump, il figlio maggiore del capo della Casa Bianca, e il promotore musicale Rob Goldstone, proprio gli Agalarov si sono messi a disposizione per facilitare da parte russa l’incontro alla Trump Tower, avvenuto a giugno del 2016, tra Trump jr e l’avvocatessa Natalia Veselnitskaya, con presunti legami col governo di Mosca. Goldstone ha lavorato con Emin e Aras Agalarov, ritenuto vicino al presidente Vladimir Putin, è stato partner d’affari di Trump per Miss Universo 2013, organizzato proprio al Crocus City Hall.

Aras ha 61 anni e una fortuna stimata in 1,9 miliardi di dollari. Poco prima del crollo dell’Urss, nel 1989, ha fondato la società di real estate Crocus Group, con stretti legami con le autorità russe, secondo quanto scrive Forbes. Agalarov ha ricevuto diversi contratti da società affiliate allo Stato ed è stato nominato general contractor per alcuni stadi – a Kaliningrad e a Rostov-sul-Don – che ospiteranno la Coppa del Mondo di calcio del prossimo anno. Quattro anni fa, Putin lo ha insignito dell’Ordine d’onore della Federazione russa.

La strana storia di una miss e di un rampollo che voleva fare la popstar

A far conoscere Aras e The Donald è stato Emin, il quale oltre a sognare una carriera di livello internazionale come cantante, lavora attivamente nel business del padre. Emin cercava la protagonista femminile per la clip di una sua canzone. “Io e il mio manager – ha raccontato il cantante a Forbes a febbraio – volevamo la più bella donna al mondo e abbiamo capito che dovevamo rivolgerci all’organizzazione di Miss Universo”, vale a dire a Trump. Il miliardario americano ha così invitato gli Agalarov a Las Vegas per Miss Usa 2013 e lì hanno firmato il contratto per portare Miss Universo, per la prima volta, in Russia, ha riferito lo stesso Emin. L’accordo è costato agli Agalarov circa 7 milioni di dollari in licenze.

In quell’occasione, Emin si è esibito nell’after party del concorso, sullo stesso palco di star del calibro di Steve Tyler degli Aerosmith, sollevando non poche polemiche sulla stampa. Stando a una delle concorrenti, Miss Australia Olivia Wells, citata dal Financial Times, il vero interesse degli Agalarov nell’organizzare Miss Universo al Crocus era promuovere la carriera musicale di Emin a livello internazionale. “Tutte ridevamo pensando a come deve essere facile la vita se hai un padre che può comprarti un evento televisivo per provare a renderti famoso”, ha raccontato la Wells. Il concorso stesso sembra fosse un affare di famiglia con la moglie di Agalarov, Irina, che figurava tra i membri della giuria per le selezioni preliminari.

Il primo regalo di Putin a Trump. Una scatola

In occasione del concorso, Trump – secondo diverse fonti – ha trascorso meno di 24 ore a Mosca: è andato a una cena con Herman Gref, il numero uno della più grande banca di Stato russa Sberbank e principale creditore degli Agalarov, ma non ha incontrato Putin; il presidente russo ha, però, inviato una scatola di lacca tipica dell’artigianato russo in dono. In un’intervista al tabloid Komsomolskaya Pravda, Agalarov ha spiegato che allora Trump non era considerato così importante da incontrare il capo del Cremlino. Sempre nel 2013, Trump ha fatto un cameo nella clip di una canzone di Emin, ‘In Another life’, dove il cantante sogna reginette di bellezza, prima che il tycoon lo riporti alla realtà e gli dica che è licenziato (battuta iconica del reality show che ideato da Trump).

L'”amicizia” fra i Trump e gli Agalarov doveva essere suggellata dalla costruzione di una Trump Tower a Mosca, a fianco di una Agalarov Tower, ma il progetto è stato fermato dalla campagna di The Donald per la Casa Bianca, ha raccontato lo stesso Emin, secondo il quale i contatti tra le due famiglie non si sono mai interrotti. Per esempio, il giorno dell’insediamento di Trump, Emin ha detto di essersi scambiato diversi messaggi con Donald Jr. Il rapporto tra i due rampolli e’ stato commentato solo oggi da Agalarov, per la prima volta dopo lo scoop del New York Times. Parlando alla radio Bfm, il miliardario ha ammesso che i due si conoscono, ma ha definito “un’invenzione” le mail pubblicate ieri da Donald Jr su Twitter, in cui compare il figlio e la proposta di consegnare documenti compromettenti sull’allora candidata democratica alle presidenziali Usa, Hillary Clinton. Dal canto suo, Aras ha tenuto a sottolineare di non conoscere il figlio maggiore di Trump né Rob Goldstone, che – a suo dire – ha avuto contatti di lavoro solo con Emin. 

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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