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Cosa ci insegna la storia dello strano attacco hacker al sito #bastaunsì

di Riccardo Luna @RiccardoLuna

Roma – Immaginate se il sito web della campagna elettorale di Donald Trump o di Angela Merkel fosse stato letteralmente abbattuto per quasi due giorni. Impossibile accedervi. Al suo posto una anonima paginetta che avverte che c’è un problema tecnico. Una frase di rito che in realtà vuol dire che è in corso un attacco coordinato e tecnicamente professionale, partito da computer sparsi in tutto il mondo.
Se fosse accaduto a Trump o alla Merkel, staremmo parlando di cyber guerra e di pericolo per la democrazia e per la pace nel mondo. E’ accaduto a Matteo Renzi.  E’ accaduto al sito web della comitato per il Sì al referendum costituzionale.
Dopo una battaglia di 48 ore (qui il racconto di uno dei protagonisti) iI sito web è tornato online ma a meno di venti giorni dal voto il danno c’è stato. E vale la pena di capire cosa è accaduto davvero vista la rilevanza degli interessi in gioco.
Il team di giovani “hacker buoni” che per due giorni e due notti ha duellato con gli anonimi intrusori racconta di una battaglia epica. In palio c’era non solo la possibilità per il sito di essere online. In palio c’erano i dati. I dati degli attivisti. Nomi e cognomi e contatti di migliaia di persone. Non ce l’hanno fatta a prenderli, gli hacker cattivi.  Anche grazie all’aiuto di una società americana.
Queste cose possono influenzare il voto? Sì è visto nella corsa alla Casa Bianca quando un attacco hacker, secondo molti partito dalla Russia, ha consentito di trafugare  8263 email dal partito Democratico che Wikileaks ha pubblicato mettendo in seria difficoltà Hillary Clinton.
Chissà se sarà mai possibile risalire all’identità di chi ha attaccato i server di bastaunsì e dei mandanti. La polizia postale è al lavoro per scoprirlo. Ma intanto questa storia dimostra che man mano che le nostre vite si spostano in rete, diventa sempre più importante il tema della sicurezza, la cyber-security. E se anche uno dei siti riconducibili al presidente del consiglio è a rischio, allora dovremmo fare tutti molta ma molta più attenzione nelle nostre vite digitali.

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