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Cosa è stato deciso nel vertice sui rom tra Salvini e Raggi 

Arrivato dopo alcune settimane di attesa per far combaciare le rispettive agende, il vertice al Viminale tra il vice premier e ministro dell’Interno Matteo Salvini e la sindaca di Roma Virginia Raggi si è risolto principalmente in 15 minuti di dichiarazioni di intenti di fronte alla stampa. Il primo incontro tra i due, dunque, è filato via senza annunci finali di soluzioni nell’immediato sui dossier in discussione.

La riunione è durata poco più di mezz’ora, il tempo di veder l’auto della sindaca arrivare dal Campidoglio, far sistemare cronisti e video-maker in sala stampa ed ecco i due già sbucare di fronte a flash e taccuini per parlare di chiusura dei campi Rom nella Capitale, roghi tossici, legalità e dotazione organica della Polizia Locale del Campidoglio.

Per Salvini un’Europa dalla giustizia a due velocità

A monopolizzare le domande la vicenda del Camping River, il campo Rom in zona Tiberina che il Campidoglio sta avviando a chiusura: venerdì scadrà la proroga dello sgombero per i 150 residenti concessa dopo l’intervento della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo in seguito al ricorso di tre residenti. “A me interessa che la legalità venga ripristinata, ho messo a disposizione la forza pubblica per garantirlo. È una Corte curiosa, ci mette alcuni anni a rispondere su alcuni quesiti e una manciata di minuti per arrivare ad altre decisioni. Ma non sarà la Corte Europea di Strasburgo a bloccare la soluzione di un problema di ordine pubblico”, ha incalzato Salvini.

“Noi chiediamo semplicemente parità di diritti e doveri – ha proseguito – i bambini devono andare a scuola, le auto devono essere assicurate e va fatta la dichiarazione dei redditi: i roghi tossici non fanno parte della legalità”. Mentre la Raggi ha sottolineato: “Chi pensa che per chiudere o superare un campo ci vogliano due giorni non conosce la situazione o è in malafede. A Roma questa situazione dura da 10 anni, in cui si sono creati dei ghetti. Per smantellarli ci vuole un’azione seria, di sistema”.

Raggi: anche noi rapidi con l’Europa

Poi ha annunciato: “Già ieri abbiamo risposto alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, in meno di 24 ore”. Il Campidoglio nella sua comunicazione a Strasburgo ha riepilogato le soluzione alternative – dal contributo per l’affitto per due anni fino ai rimpatri – offerte nell’ultimo anno ai residenti dell’insediamento prima di arrivare alla sua chiusura.

Ma le opinioni non collimano del tutto

 Pur in uno clima di scambio di cortesie istituzionali, tra Salvini che ha affermato “sono a totale disposizione del sindaco e dei cittadini per migliorare la loro vita” e la Raggi a replicare che “il ministro si è dimostrato molti disponibile”, non è mancata l’impressione di un’impostazione a tratti differente sulla questione campi Rom. La sindaca ha riferito di aver “illustrato” al ministro “la terza via” adottata dal Campidoglio, fatta di “fermezza insieme all’accoglienza”. Con il titolare del Viminale che ha ribadito: “Ci possono essere la terza, la quarta, la quindicesima via, il tema è il ripristino della legalità”.

“Roma ha bisogno di più vigili”

Durante il faccia a faccia la Raggi ha ricordato anche l’esigenza del Campidoglio di aumentare l’organico della Polizia Municipale “sotto di circa 3 mila unità” e con la necessità “di avere agenti più giovani perché l’età media è alta”. E poi ha richiesto un supporto da parte delle forze dell’ordine sui roghi tossici. In coda anche un accenno ai problemi riscontrati nei Municipi per produrre la carta di identità elettronica: attualmente le prenotazioni procedono a rilento ed in alcuni casi è necessario aspettare anche tre mesi. Venerdì, allo scadere del termine della dilazione dell’avvio dello sgombero del Camping River, si verificherà se la linea della “legalità” stabilita oggi dal Viminale con il Campidoglio verrà messa in pratica dalla Polizia Locale e dagli agenti delle forze dell’ordine.

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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