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Cosa è successo a bordo della nave Asso Ventotto 

È polemica sull’intervento del mercantile Asso Ventotto, battente bandiera italiana e della flotta “Augusta Offshore” di Napoli del gruppo armatoriale CA.FI.MA. che fa capo alla famiglia Cafiero-Mattioli, che dopo aver raccolto da un gommone nel Mediterraneo centrale 101 migranti ha fatto rotta verso le coste di Tripoli e sotto il coordinamento della Guardia costiera libica li ha riportati nel Paese africano.

Se da una parte c’è il segretario di Sinistra Italiana, Nicola Fratoianni, denunciare via Twitter l’accaduto da bordo della Open Arms della ong Proactiva, per contro il ministro dell’Interno Matteo Salvini precisa su Facebook che “la Guardia costiera italiana non ha coordinato e partecipato a nessuna di queste operazioni, come falsamente dichiarato da una Ong straniera e da un parlamentare di sinistra male informato. #portichiusi e #cuoriaperti”.

Alle parole del titolare dell’Interno è seguita la controreplica di Fratoianni: “L’unico disinformato, ed è molto grave visto il ruolo che ricopre indegnamente, è il ministro Salvini. Abbiamo detto che ‘SE lo facesse su indicazione della guardia costiera italiana sarebbe ancora più grave’. Ma già che ci siamo, vorrei chiedere a Matteo Salvini – ha concluso Fratoianni – se è in grado di rispondere a qualche domanda: se l’indicazione al mercantile italiano non è arrivata dalla guardia costiera italiana, da chi è arrivata?…”. “La Guardia costiera italiana non è interessata nè al coordinamento nè al salvataggio della Asso 28. Non è interessata perciò non ci ha fornito alcuna indicazione”, sottolinea da parte sua il ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli entrando, “Il diritto internazionale non è stato violato”. 

Cosa è successo a bordo della nave, secondo l’armatore

Una prima risposta arriva dalla società Augusta Offshore, che ricostruisce la dinamica dei fatti di ieri, secondo l’armatore: 

Ore 14.30 (ora italiana): Asso Ventotto era in assistenza alla piattaforma di estrazione “Sabratah” della Mellita Oli & Gas (Joint Venture tra ENI e NOC libica), a 57 miglia marine da Tripoli, 105 miglia da Lampedusa, 156 miglia da Malta e 213 miglia da Pozzallo in Sicilia.

Ore 15.00: Asso Ventotto riceve istruzioni dal Marine Dept. di Sabratah di procedere in direzione di un gommone avvistato a circa 1.5 miglia sud est dalla piattaforma, dopo aver imbarcato Rappresentanti dell’Authority libica sulla piattaforma stessa.

Ore 15.30: Asso Ventotto avvicina il gommone e riceve istruzioni dal rappresentante dell’Authority libica a bordo di recuperare i migranti e di procedere verso Tripoli.

Ore 16.30: Asso Ventotto recupera 101 migranti (di cui 5 bambini e 5 donne incinte).

Ore 16.45: dopo il completamento delle operazioni di recupero, una motovedetta della Coast Guard libica si è affiancata all’Asso Ventotto, informando il comandante che sarebbe stato scortato fino al porto di Tripoli.

Ore 21.00: Asso Ventotto arriva a Tripoli e dalla locale Autorità viene dato il via libera ad entrare in porto.

Ore 21.36: inizio del trasbordo dei migranti su un battello della Coast Guard libica.

Ore 22.10: fine trasbordo e ormeggio dell’Asso Ventotto alla banchina Abusetta nel porto di Tripoli.

Non si sono verificati incidenti o proteste da parte dei migranti salvati, sostiene l’armatore, anche quando sono stati trasbordati sul battello della Coast Guard libica all’interno del porto di Tripoli. La società Augusta Offshore opera da oltre trenta anni a supporto delle attività estrattive in mare del Gruppo Eni in Libia.

La presenza della flotta della società nelle acque prossime alla costa libica ha fatto sì che tali navi siano state chiamate ad intervenire in molte operazioni di soccorso, che da 2012 al 2017 sono state coordinate dalla Guardia Costiera Italiana. In totale dal 2012 ad oggi le unità della società Augusta Offshore sono state impegnate in 262 operazioni SAR (search and rescue, salvataggio in mare); 

  • hanno soccorso e salvato 23.750 migranti;
  • hanno interrotto le normali operazioni commerciali per un totale di 137 giorni (pari a circa 5 mesi).

La versione di Fratoianni: “L’indicazione è arrivata da una piattaforma Eni”

“L’ufficiale della nave Asso 28 ci ha confermato via radio che l’indicazione di riportare i migranti in Libia è partita dalla piattaforma dell’Eni per cui lavora”. Lo dice Nicola Fratoianni, segretario di Sinistra Italia, da giorni a bordo della nave Open Arms.

“Quel che è inaccettabile – aggiunge Fratoianni – è che si tratta di una nave che batte bandiera italiana, e in acque internazionali quello è territorio italiano. Perché il comandante della nave non ha sentito il bisogno di chiamare Roma per avere indicazioni su cosa fare? Questo è davvero incredibile, perché di fatto quello che sta avvenendo è un respingimento collettivo. Stanno portando delle persone in un porto che non è considerato come porto sicuro”.

La smentita dell’Eni: “Operazione gestita dalla Guardia Costiera Libica”

Eni “smentisce categoricamente qualsiasi coinvolgimento nella vicenda che è stata interamente gestita dalla Guardia Costiera Libica”. Lo precisa la stessa società con riferimento alle dichiarazioni del deputato Nicola Fratoianni, relative al caso della nave Asso 28. 

Eni sottolinea che “la nave Asso 28 che opera per conto della società Mellitah Oil & Gas (gestita da NOC e di cui Eni è azionista) a supporto della piattaforma di Sabratah, nella giornata di ieri ha prestato soccorso ad un barcone con a bordo 101 migranti arrivato in prossimità della piattaforma a causa di condizioni meteo avverse”.

“L’operazione di soccorso – prosegue Eni – è stata gestita interamente dalla Guardia Costiera Libica che ha imposto al comandante dell’Asso 28 di riportare i migranti in Libia. Durante il trasferimento verso Tripoli a bordo del vessel era presente anche un rappresentante della guardia costiera libica”.

Eni ricorda infine che “la Guardia costiera libica presidia ogni piattaforma che opera nelle sue acque territoriali e ha gestito l’operazione di soccorso in totale autonomia”.

 

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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