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Cosa facevano i leader mondiali prima di scendere in politica? Da Trudeau a Netanyahu, 15 cv famosi

Alcuni leader, complice il DNA o l’albero genealogico, sembrano predestinati a sedere sugli scranni più alti del potere. Tra questi c’è il premier giapponese Shinzo Abe, che ha seguito le orme dei nonni, ma anche il neocancelliere austriaco Sebastian Kurz che ha visto presto la sua passione politica prevaricare su tutto il resto. E poi ci sono quelli come Bashar al Assad il quale, se non fosse diventato presidente (e dittatore) della Siria, molto probabilmente avrebbe intrapreso la carriera di oftalmologo. Perché è questo che stava facendo quando alla prematura morte del fratello fu designato erede del padre e catapultato in quel mondo politico di cui si era disinteressato fino ad allora. La cancelliera tedesca Angela Merkel, invece, era una ricercatrice in chimica quando, giovanissima, iniziò ad appassionarsi ai nuovi movimenti democratici. Il presidente della Catalogna Carles Puigdemont ha lavorato all’inizio come pasticciere e poi come giornalista prima di prendere a cuore la causa indipendentista. Donald Trump, invece, nato e cresciuto nel mondo degli affari, la passione per la politica l’ha scoperta tardi.

A meno di tre mesi dalle elezioni di marzo in Italia è scoppiata la polemica sui curriculum degli esponenti politici. A finire nel mirino è stato il candidato premier 5 Stelle, Luigi Di Maio. Il primo a sferrare l’attacco è stato Silvio Berlusconi: “Non ha mai lavorato in vita sua”, ha dichiarato. “Ho fatto lo steward in tribuna autorità allo stadio San Paolo, facevo accoglienza ai tifosi vip ed ero un lavoratore di buon livello. Non mi vergogno del mio passato e dei miei lavori precari, né delle mie origini in una terra in cui la disoccupazione giovanile supera il 60%. Ho scelto di candidarmi in politica anche per riscattare un’intera generazione”, ha replicato Di Maio. Ma cosa facevano i leader mondiali al governo prima di scendere in politica? Ecco gli inizi di 15 di loro.

Justin Trudeau, 46 anni

È leader del partito liberale e primo ministro canadese dal 4 novembre 2015. Nato a Ottawa, è figlio a sua volta di un ex premier, Pierre Trudeau, e di Margaret Sinclair. Trudeau consegue due lauree di primo livello: la prima in lingue all’Università McGill, la seconda in scienze dell’educazione all’Università della Columbia Britannica. Dopo la laurea imbocca la strada dell’insegnamento e ottiene una cattedra a Vancouver. Ma presto torna sui banchi in veste di studente: tra il 2002 e il 2003 studia ingegneria al Politecnico di Montreal, mentre l’anno seguente segue un master in geografia ambientale alla McGill University. Nel frattempo si avvicina all’ambiente politico, catturando l’attenzione dei media e della popolazione quando tiene un discorso durante i funerali di stato di suo padre. Negli anni successivi approfitta del suo nascente peso pubblico per appoggiare diverse cause. Tenta anche la strada della recitazione prendendo parte alla miniserie per la Tv del 2007 “The Great War”. Il 2008 è l’anno dello spartiacque: Trudeau viene eletto membro del Parlamento per il collegio di Papineau. Verrà riconfermato nel 2011 e 2015. Nel frattempo nel 2013 otterrà la leadership del Partito Liberale del Canada ottenendo l’80,1% dei consensi. Il primo vero passo verso la presidenza.

Angela Merkel, 63 anni

Dal 22 novembre 2005 è la (prima) Cancelliera federale della Germania. Nata ad Amburgo, Angela Dorothea Kasner (Merkel è il cognome del primo marito) è figlia di un pastore luterano e di un’insegnante di latino e inglese. Quella che oggi per Fortune è la “donna più potente al mondo” finto il liceo si iscrive all’università di Lipsia per studiare fisica. In seguito si iscrive all’Istituto Centrale per la chimica fisica dell’Accademia delle Scienze a Berlino, dove rimane dal 1978 al 1990. Dopo aver conseguito il dottorato in chimica quantistica, la Merkel sceglie di continuare a operare nella ricerca. Negli stessi anni però sente il richiamo della politica, cui non è totalmente estranea: tempo prima si era iscritta infatti al movimento giovanile sociale “Libera Gioventù Tedesca”. Ma è nel 1989, dopo la caduta del muro di Berlino, che Angela Merkel inizia a fare sul serio: viene coinvolta nel nascente movimento democratico “Il popolo siamo noi” e aderisce al nuovo partito “Risveglio Democratico”. Alle prime elezioni avvenute dopo la riunificazione, nel dicembre 1990, viene eletta al Bundestag in una circoscrizione che comprende i distretti di Nordvorpommern e Rügen, oltre alla città di Stralsund.

Donald Trump, 71 anni

È il 45º presidente degli Usa dal 20 gennaio 2017. La maggior parte della sua vita, Trump l’ha dedicata agli affari, agli investimenti e alla cura del suo enorme patrimonio. L’interesse politico è arrivato solo molti anni dopo. Figlio di Fred Trump, un facoltoso investitore immobiliare di New York, Donald segue i medesimi passi del padre. Frequenta la Wharton School of the University of Pennsylvania, lavorando allo stesso tempo nell’azienda paterna, la Elizabeth Trump & Son, di cui diviene socio dopo essersi laureato in economia nel 1968. Tre anni più tardi rileva la compagnia, ribattezzandola Trump Organization. Durante la sua carriera imprenditoriale fa costruire torri, uffici e grattacieli tra cui la Trump Tower), numerosi hotel e casino oltre a diversi campi da golf. Il suo è un volto notissimo, complici anche le sue apparizioni in tv con partecipazioni varie in trasmissioni come Miss Universo e Miss Usa di cui è proprietario dal 1996 al 2015). Tra il 2004 e il 2005 la sua popolarità sul piccolo schermo aumenta vertiginosamente dopo la messa in onda del talent show “The Apprentice”, da lui stesso prodotto e condotto. Quanto alla politica, Trump negli anni appoggia vari candidati sia democratici che repubblicani, sostiene le campagne elettorali, ma nulla che lo impegni in prima persona. Almeno fino al 2000 quando concorre senza successo alle primarie del Partito Riformista per le elezioni politiche. In seguito aderisce dapprima al partito democratico e poi a quello repubblicano. Il 4 ottobre 2010 Trump dichiara al programma della CNN “American Morning“ di voler considerare seriamente la possibilità di candidarsi per la Casa Bianca nel 2012 per i repubblicani.

Theresa May, 61 anni

È primo ministro del Regno Unito dal 13 luglio 2016. Nonché seconda donna dopo Margaret Thatcher a ricoprire l’incarico. Nata a Eastbourne, nel Sussex, Theresa May studia geografia al St Hugh’s College di Oxford. Dal 1977 al 1983 lavora presso la Banca d’Inghilterra e dal 1985 al 1997 all’Agenzia delle Entrate britannica, fungendo anche da consigliere per il quartiere di Londra Mertob. Dopo alcuni tentativi falliti per l’elezione alla Camera dei Comuni nel 1992 e nel 1994, viene eletta deputata per Maidenhead alle elezioni generali del 1997. 

Emmanuel Macron, 40 anni

È presidente della Repubblica francese dal 14 maggio 2017. Nato ad Amiens da mamma medico e papà professore di neurologia dell’Università della Piccardia, Macron studia in un liceo gestito dai Gesuiti. Lo stesso in cui incontra l’insegnante di lettere e di teatro Brigitte Auziere, oggi sua moglie. Studia poi Filosofia presso l’Università Paris Ouest Nanterre La Défense, ottenendo un Diplome d’Études Approfondies. Nel 1999 lavora come assistente editoriale di Paul Ricœur, filosofo protestante francese impegnato nella redazione della sua ultima opera, “La Mémoire, l’Histoire, l’Oubli”. Macron lavora soprattutto sulle note e sulla bibliografia. Nel 2004 ottiene la laurea in filosofia e si iscrive prima all’Istituto di studi politici di Parigi (Sciences Po) e poi all’École nationale d’administration (ENA). Il suo primo lavoro ‘ufficiale’ è quello di ispettore delle finanze mentre, dal 2008, viene assunto come funzionario presso la banca d’affari Rothschild & Co. Si avvicina presto alla politica: nel 2006 entra a far parte del Partito socialista. Vi rimane fino al 2009. Decisivo il suo incontro con l’ex presidente Francois Hollande che gli affida un ruolo tecnico come consigliere del presidente.

Carles Puigdemont, 55 anni

È il presente destituito della Generalitat de Catalunya. Secondo di otto fratelli, è figlio di due pasticcieri. Lavoro che farà anche lui nei primi anni della sua giovinezza. A sedici anni manifesta la sua passione per il giornalismo: già cronista sportivo per il giornale Diario de Girona, da lì a poco fonda il giornale Espelt. S iscrive all’università di Girona dove studia filologia catalana, ma abbandona gli studi per dedicarsi totalmente al lavoro di giornalista. Nel 1982 viene assunto dal quotidiano El Punt, collegato al partito politico Convergenza e Unione, come correttore di bozze, e in seguito diventa capo redattore. Nel 1993 dà il via a una serie di viaggi per gli Stati dell’Unione Europea col fine di raccogliere i pareri della stampa internazionale sulla Catalogna dalla rivolta di Prats de Molló (1926) ai Giochi della XXV Olimpiade (1992). Il risultato è il libro “Cata … que? Catalunya vista per la Premsa internazionale” (“Cata… cosa? La Catalogna vista dalla stampa estera”), pubblicato in associazione col settimanale Presència. Dal 1999 al 2002 direttore dell’Agencia Catalana de Notícies. Nel 2004 fonda il mensile in inglese Catalonia Today, del quale è direttore generale fino al 2016, quando lascia l’incarico alla moglie. Così come accade per la carta stampata, Puigdemont scopre presto anche l’altra sua passione: la politica. È membro fondatore della sezione di Girona della Joventut Nacionalista de Catalunya(“Gioventù nazionalista di Catalogna”) e nel 1983 si iscrive al partito Convergenza Democratica di Catalogna, nel quale resterà fino al 2016. Nel 1992, in occasione delle Olimpiadi di Barcellona, fa parte di un’organizzazione di nazionalisti catalani vista come parte della cosiddetta “Operation Garzón”. Ma è da 2006 che, eletto deputato del Parlamento della Catalogna, è impegnato a tempo pieno nella politica.

Xi Jinping, 64 anni

È il presidente della Repubblica Popolare cinese. Nelle sue vene scorre il sangue blu del PCC. Xi è figlio ‘d’arte’: suo padre Xi Zhongxun è un dei leader della prima generazione, i cosiddetti “principi rossi”. Vice premier scelto da Mao Zedong della neonata Repubblica popolare fondata nel 1949, Zhongxun cade in disgrazia negli anni della Rivoluzione culturale avviata nel 1966. Negli stessi anni, Xi Jinping viene spedito in campagna per una rieducazione. Trascorre 7 anni in un villaggio rurale della provincia nordoccidentale dello Shaanxi: Liangjiahe. Qui entra a far parte di in un gruppo di produzione, divenendo segretario della cellula di Partito del gruppo. Nel 1971 entra nella Lega della gioventù comunista cinese e nel 1974 entra a far parte del Partito comunista. Dal 1975 al 1979 studia ingegneria chimica all’Università Tsinghua di Pechino, e successivamente lavora come segretario di Geng Biao, che allora era vice primo ministro e segretario generale della Commissione militare centrale. La sua strada è ormai segnata.

Shinzo Abe, 63 anni

È primo ministro del Giappone dopo essere stato rieletto da una sessione speciale della Dieta nazionale il 26 dicembre 2012. E a scorrere il suo albero genealogico non stupisce che sia finito nelle stanze de bottoni di Tokyo, cresciuto com’è a pane e politica. Suo nonno Kan Abe e suo padre Shintarō Abe erano entrambi politici. Shintarō era a capo di una corrente dell’LDP, ebbe numerosi incarichi di governo e di partito e fu candidato per la carica di primo ministro. Tuttavia fu implicato nello scandalo Recruit e, ammalatosi, morì nel 1991. La moglie di Shintarō, madre di Shinzō, era la figlia del primo ministro Nobusuke Kishi, fratello di un altro primo ministro, Eisaku Satō. Shinzō è dunque imparentato con politici di alto rango appartenenti a entrambi i lati della sua famiglia. Nato a Nagato, Abe si laurea nel 1977 in Scienze politiche presso l’università Seikei. In seguito si trasferisce negli Stati Uniti per studiare alla University of Southern California. Nell’aprile 1979 inizia a lavorare per la Kobe Steel. Lascia la ditta nel 1982 per intraprendere una carriera nelle istituzioni di governo: diventa così capo assistente del ministro per gli Affari Esteri, segretario del presidente del Partito Liberal Democratico e, in seguito, del segretario generale dello stesso partito.

Nicolas Maduro, 55 anni

È presidente del Venezuela dal 14 aprile 2013. Maduro è figlio di una colombiana e di un venezuelano. Dopo avere lavorato per la Metropolitana di Caracas come autista, diventa sindacalista e, grazie a questa carica, entra a far parte del consiglio di amministrazione dell’azienda di trasporti pubblici della capitale del suo Paese. Si avvicina negli anni ‘90 a Hugo Chávez, in procinto di candidarsi alla guida del Venezuela. Prende parte alla campagna elettorale del 1998 e viene eletto deputato all’Assemblea Nazionale Costituente che ha il compito di scrivere la nuova Costituzione.

Bashar Al Assad, 52 anni

È presidente della Siria. Secondogenito di Anīsa Makhlūf e di Ḥāfiẓ al-Asad, ex presidente della Siria che nel 1970 assume il controllo del partito Bath con un colpo di mano che si conclude con la sua ascesa alla presidenza. Bashar si mostra da subito poco interessato alla politica e molto appassionato alla medicina che studia all’università di Damasco, dove si laurea nel 1988. Poi si trasferisce a Londra per specializzarsi in oftalmologia. Ma la morte prematura del fratello, Basil, destinato a succedere al padre, cambia le carte in tavola. Bashar non può più tirarsi indietro di fronte alle questioni politiche. Nel 2000 Afiz muore e Bashar eredita il titolo di presidente. Diventato capo di Stato senza alcuna precedente esperienza politica, secondo alcuni osservatori sarebbe stato guidato dalla vecchia cerchia di collaboratori del padre.

Vladimir Putin, 65 anni

È presidente della Russia dal 7 maggio del 2012. Nato a San Pietroburgo – allora Leningrado – da madre operaia e padre sommergibilista, Putin vive la sua infanzia in povertà. Finiti gli studi superiori s iscrive all’università statale di Leningrado dove si laurea in diritto internazionale nel 1975. Alla fine degli studi viene arruolato nel KGB dove resterà fino al 1991 con il grado di tenente colonnello. Il 20 agosto 1991 rassegna le dimissioni durante il fallito colpo di Stato, supportato dal KGB, contro Gorbacev. Già membro del Partito Comunista dell’Unione Sovietica nel 1990 è nominato consigliere del sindaco di San Pietroburgo per gli Affari internazionali. È il suo ingresso ufficiale in politica che partirà proprio dalla sua città natale. Dal 28 giugno 1991 viene posto alla direzione del comitato per le relazioni esterne della città, con il compito di promuovere i rapporti internazionali e attirare gli investimenti stranieri. Il comitato è anche incaricato di registrare le imprese estere presenti a San Pietroburgo. Dopo un anno di direzione, l’operato di Putin è messo sotto esame da una commissione del consiglio legislativo della città. La proposta di immediata revoca della carica non ha tuttavia alcun effetto: Putin rimane a capo del comitato per le relazioni esterne fino al ’96. L’anno successo consegue il Master in economia, primo livello post laurea, allIstituto Minerario di San Pietroburgo. Due anni dopo diventerà premier.

Michel Temer, 77 anni

È presidente del Brasile dal 31 agosto 2016. Figlio di immigrati libanesi maroniti, si laurea in Diritto presso l’Università Cattolica di São Paulo. Nell’ateneo si afferma come leader studentesco, ma si ritira poi quando la sinistra accademica prende il sopravvento. Temer insegna Diritto Costituzionale dall’agosto 1969 al 1984. Ed è anche autore di opere giuridiche come “Constituição e Política”, “Territórios Federais nas Constituições Brasileiras e Seus Direitos na Constituinte” e “Elementos do Direito Constitucional”, quest’ultima giunta alla 2oesima edizione e 200.000 copie vendute. Aderisce al Pmdb (Partito del Movimento Democratico Brasiliano) nel 1974. Il suo primo incarico in politico è quello di funzionario nello staff di Ataliba Nogueira, Segretario all’Educazione nel governo di Ademar de Barros. Nel 1983 Temer viene nominato Procuratore Generale dello Stato di San Paolo. Ormai la cattedra è sempre più lontana.

Sebastian Kurz, 31 anni 

È il Cancelliere federale dell’Austria. Nato a Vienna nel 1986 è il più giovane leader in circolazione, ma l’”enfant prodige”, come lo chiama la stampa austriaca, si occupa di politica già da un pezzo. La sua esperienza di lavoro nel privato è minima (e non riportata dai giornali) e non ha concluso i suoi studi in Legge. Ma alla politica Kurz si accosta a soli 16 anni e dopo la maturità viene eletto presidente della sezione giovanile del Partito Popolare Austriaco. A 23 anni, assume ruoli nella gioventù dell’Övp. Due anni dopo viene nominato sottosegretario all’Integrazione; a 27 anni è ministro degli Esteri. Il 2017 è il suo anno: a luglio assume la presidenza del partito e a dicembre entra in carica ufficialmente come cancelliere.

Jacinda Kate Laurell Ardern, 37 anni

Jacinda Ardern è dal 26 ottobre scorso la premier della Nuova Zelanda. Nata da papà poliziotto e mamma assistente scolastica, frequenta l’università di Waikato, dove consegue una laurea di primo livello in Politica e Pubbliche relazioni. Dopo il titolo lavora per qualche tempo come ricercatrice, lavoro che abbondo na per fare volontariato in una mensa di New York. Vicina alla politica sin da giovanissima grazie ai contatti di sua zia, storico membro del partito laburista, la Ardern, allora una teenager, muove i primi passi nell’ambienta nel 1999 partecipando alla campagna elettorale del candidato laburista neozelandese Harry Duynhoven. Finita l’esperienza a New York, Jacinda  reimbocca la via politica e vola a Londra per lavorare come consigliere politico nel team formato da 80 persone dell’allora primo ministro Tony Blair.

Benjamin Netanyahu, 68 anni

“Bibi” come viene soprannominato, è primo ministro di Israele dal 31 marzo 2009. Nato e cresciuto a Gerusalemme, Bibi viene mandato a studiare negli Usa da suo padre Benzion, storico di fama internazionale, che vede in lui grandi potenzialità. Frequenta il Massachusetts Institute of Technology e l’Università di Harvard. Poi lavora presso l’ambasciata israeliana di Washington Aiutato anche dalla sua formazione come soldato professionista, si specializza in antiterrorismo. Dopo la laurea in economia all’MIT, Netanyahu viene assunto nella società di consulenza Boston Consulting Group. Nel 1978 torna in Israele dove fonda l’istituto di anti-terrorismo Yonatan Netanyahu, dedicandolo al fratello morto nell’operazione Entebbe. È stato poi ambasciatore d’Israele presso l’Onu dal 1984 al 1988. Bibi diventa leader del partito conservatore Likud nel 1993 e nel 1996 vince le elezioni. 

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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