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Cosa ha chiesto Gentiloni alle Nazioni Unite su migranti e lotta al terrorismo

È la necessità di un approccio multilaterale il messaggio chiave che il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni ha voluto portare a New York, nel suo intervento alla 72esima Assemblea Generale delle Nazioni Unite. Per risolvere ognuna delle grandi sfide, come quella migratoria, del terrorismo, ma anche la crisi libica, quella siriana e la minaccia nordcoreana serve una risposta comune della comunità internazionale,  

Solidarietà al Messico

In apertura del suo intervento ha rivolto un pensiero al Messico: “Un Paese amico colpito da una grave catastrofe naturale. La nostra solidarietà alle famiglie delle vittime e il nostro incoraggiamento ai soccorritori”. Poi quasi mezz’ora di discorso. 

Lotta al terrorismo

La lotta al terrorismo, ha detto Gentiloni, “richiede uno sforzo multidimensionale, con il ricorso a tutti i possibili strumenti di cooperazione internazionale. Penso ad esempio alle iniziative di contrasto all’utilizzo di Internet e dei social media da parte dei terroristi”.

Problema dei migranti

E una risposta globale serve anche per risolvere la crisi migratoria. “Dobbiamo rispondere con compassione, intelligenza e visione”, ha detto, spiegando soprattutto che Il futuro dell’Europa è in Africa. È investendo in Africa – ha aggiunto, come si legge su Rai News – che si affrontano anche le cause profonde delle migrazioni, in primis le disuguaglianze economiche e demografiche”. “L’Italia vuole restare un Paese di accoglienza, pur nella consapevolezza del legame inscindibile fra il principio di solidarietà e quello della sicurezza. Ma – ha continuato Gentiloni – per consolidare la nostra azione abbiamo necessità di una risposta globale al fenomeno migratorio, che parta dall’Unione Europea e tocchi l’intera Comunità Internazionale”.

La crisi libica

“L’Italia è in prima fila” nella risoluzione della crisi libica e “nel sostegno all’azione delle Nazioni Unite e al rafforzamento della loro presenza” nel Paese, ha detto ancora il presidente del Consiglio nel suo intervento all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite.

“In Libia – ha detto – non ci sarà stabilità fino a quando non verranno abbracciati i valori di un vero percorso inclusivo di riconciliazione, che come Comunità Internazionale dobbiamo sostenere con una voce sola”.

La crisi nordcoreana

Nei confronti della Corea del Nord la comunità internazionale deve rimanere “coesa e determinata nella propria risposta”, ha detto Gentiloni, come si legge sul Corriere della Sera. “Guardiamo alla situazione nella penisola coreana con estrema preoccupazione – ha aggiunto il premier – Le ripetute violazioni delle pertinenti risoluzioni del Consiglio di Sicurezza da parte della Corea del Nord pongono una chiara minaccia alla sicurezza regionale ed internazionale ed una sfida al regime globale di non proliferazione e al sistema delle Nazioni Unite”.

Accordo sul nucleare con l’Iran

Un altro tema affrontato dal premier italiano, si legge sul sito di SkyTg24, è la difesa dell’accordo sul nucleare iraniano. “Crediamo – ha detto – che la comunità internazionale debba assicurare che il Joint Comprehensive Plan of Action rimanga una storia di successo nell’ambito degli sforzi globali di contrasto alla proliferazione di armi di distruzione di massa”. Allo stesso tempo, Gentiloni ha sottolineato l’importanza di una “piena e integrale applicazione” della Risoluzione Onu 2231, quella cioè che prevede le sanzioni Ue contro l’Iran nel caso di un mancato rispetto degli obblighi internazionali.

“Alle sfide non si risponde con i muri”

“Alle sfide non si risponde con i muri, ma con un lavoro comune. Affrontarle difendendo ciascuno il proprio interesse nazionale è una illusione”, aveva detto in mattinata Gentiloni parlando con i giornalisti – si legge su Repubblica – tenendo a specificare però che con gli Stati Uniti, sebbene ci siano delle differenze, prevalgano comunque i punti di contatto. Prende quindi velatamente le distanze, ma evitando di avere posizioni di netta rottura, come ad esempio ha fatto il presidente francese, Emmanuel Macron. Evidenti però la diversità di visione riguardo, ad esempio, l’accordo sul nucleare iraniano, che il presidente americano ha bistrattato, mentre Gentiloni l’ha difeso.

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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