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Cosa ha detto il ministro Minniti sul rischio di attacchi hacker durante le elezioni

A due settimane dalle elezioni tiene banco, anche a causa delle notizie da Oltreoceano, la questione della sicurezza del voto e di un’eventuale rischio di un’azione degli hacker russi anche nel nostro Paese. Il ministro dell’Interno italiano, Marco Minniti, si dice fiducioso che tutto procederà in maniera regolare. “C’e’ massimo di attenzione da parte dell’Intelligence e della Polizia postale – spiega durante un’intervista a Lucia Annunziata a ‘In 1/2 ora di piu” su Rai3 – la questione è delicata perché i rischi sono quelli di accorgersene troppo tardi: noi cerchiamo di prevenire. Non c’è allarme nazionale – aggiunge – ma c’è forte attenzione. Per questo c’è una direttiva che stabilisce che forze armate e Intelligence lavorino insieme. La Russia potrebbe interferire con le nostre politica? Il mio compito è lavorare per impedire qualsiasi intevento esterno”, risponde Minniti.

La questione della sicurezza informatica legata alla politica e alle imminenti elezioni è all’ordine del giorno. Negli ultimi mesi, prima il Movimento 5 Stelle, poi il Pd a Firenze e la scorsa settimana il sito Internet e i profili social del segretario della Lega Matteo Salvini sono stati oggetto di attacchi hacker. Le intrusioni informatiche stanno diventando una consuetudine in questa fase della campagna elettorale, e spesso a rimetterci sono le migliaia di cittadini e sostenitori dei partiti, i cui dati vengono resi pubblici e buttati in pasto alla rete.

L’ultimo attacco ha avuto luogo la notte tra l’8 e il 9 febbraio, quando il collettivo che si fa chiamare AnonPlus ha preso il controllo dei siti di Matteo Salvini e diffuso in rete tutto il materiale estratto: “Prima trance del database scaricato non sono stati filtrati o controllati a voi l’onere e l’onore di farlo”, hanno scritto gli hacker sul loro profilo Twitter.

E la memoria va a martedì 6 febbraio, quando i pirati informatici avevano preso di mira il sito del Pd di Firenze, dal quale sono stati sottratti e poi pubblicati indirizzi e numeri di telefono di membri “eccellenti” del partito. A rivendicare le due azioni è lo stesso gruppo, gli hacker di AnonPlus, che già a settembre del 2016 si era reso responsabile dell’intrusione informaticanei sistemi del quotidiano Libero, dal quale aveva sottratti e reso pubblici i dati degli utenti iscritti alla pagina.

Dalla sicurezza informatica a quella reale. Anche in questo caso, pur sottolineando che “l’attenzione è elevatissima” e che “realisticamente” nessuno di noi può dire che siamo al sicuro, il ministro ritiene che la situazione sia sotto controllo. Il merito, aggiunge, sta nel fatto che “abbiamo applicato la direttiva sui rimpatri per motivi di sicurezza nazionale: se c’è radicalizzazione da parte di alcuni soggetti – spiega – noi li riportiamo dei Paesi di provenienza. In questi anni siamo riusciti a dimostrare che siamo un paese bello e sicuro aumentando la percentuale di turisti che sono venuti, in controtendenza rispetto al resto del mondo”. 

 

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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