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Cosa ha detto Trump a Riad e cosa va a fare in Israele

Dopo Riad, Donald Trump vola in Terra Santa prima di venire in Italia. Oggi e domani sarà in Israele e Cisgiordania e incontrerà il premier Benjamin Netanyahu e a Betlemme, il leader dell’Autorità nazionale palestinese, il presidente Abu Mazen.

Il sogno di Trump: riattivare processo di pace

Sarà il conflitto israelo-palestinese il tema centrale della ‘due giorni’ del presidente americano che ha l’ambizione di riattivare il negoziato di pace e arrivare dove nessuno dei suoi predecessori è giunto, “l’accordo più difficile da raggiungere”, come ha detto egli stesso, la pace tra israeliani e palestinesi.

Come si legge sul Fatto che cita fonti Usa, i passi che Trump vuole fare riguardano per Israele “il freno degli insediamenti e il miglioramento dell’economia palestinese“, mentre per questi ultimi “la fine dell’istigazione e della violenza verso lo stato ebraico”. Per le stesse fonti “si è ancora ai primi passi nel riavvio dei negoziati”. Secondo Haaretz tra le proposte per alleviare l’economia palestinese ci sono “l’apertura continua del valico di Allenby tra Cisgiordania e Giordania in modo da consentire un più facile transito, il miglioramento dei passaggi della Cisgiordania al fine di facilitare i lavoratori palestinesi e lo sviluppo delle aree industriali a Tarkumia nei pressi di Hebron e Jalma vicino Jenin. Inoltre, azioni per aumentare le condizioni dei commercianti di Gaza”.

Oltre agli incontri istituzionali, il presidente americano visiterà il memoriale dell’Olocausto, Yad Vashem, il Santo Sepolcro, che è il luogo più sacro del cristianesimo, e poi sempre nella Città Vecchia di Gerusalemme, a pochi centinaia di metri di distanza, sarà il primo presidente americano in carica a visitare il Muro del Pianto

Cosa ha detto Trump in Arabia Saudita

A Riad il presidente Usa ha fatto uno dei discorsi più importanti da quando è alla guida degli Stati Uniti e, come si legge su La Stampa, ha lanciato un appello ai Paesi arabi perché fermino il terrorismo.

President Trump joins a sword dance in Saudi Arabia. pic.twitter.com/jFVi1HUUZc

— Al Jazeera English (@AJEnglish) 22 maggio 2017

Sul quotidiano torinese si legge un’analisi del discorso di Trump: “Sottolinea che il 90 per cento delle vittime del terrorismo sono musulmane e che spetta alle nazioni del Medio Oriente sconfiggere l’estremismo. Dobbiamo ‘restare uniti contro l’uccisione di musulmani innocenti, l’oppressione delle donne, la persecuzione degli ebrei e il massacro dei cristiani’, insiste”.

Il presidente Usa ai Paesi arabi: “Fate la vostra scelta contro l’estremismo”

Il ‘patto’ con i Paesi arabi in sei punti

Su Repubblica si sottolinea che nel discorso di Trump c’è un elemento di rottura col suo predecessore: “realismo fondato sui principi”, che il presidente declina così: “la sicurezza si costruisce nella stabilità, noi non molleremo i nostri alleati”. Sul Corriere della sera viene analizzato il “patto” di Trump con gli arabi in sei punti chiave:

  1. Donald Trump offre al mondo arabo-musulmano «amicizia, pace e amore», ma soprattutto un progetto strategico, segnato dal pragmatismo. 
  2. E’ la battaglia tra il bene e il male e il male «è la crisi dell’estremismo islamico che ispira i gruppi terroristi islamici». Espressioni più sfumate rispetto a «terrorismo radicale islamico».
  3. Il presidente Donald Trump assicura l’appoggio degli Stati Uniti, “ma i Paesi del Medio Oriente non possono aspettare la potenza americana per schiacciare il nemico”. 
  4. Per decenni l’Iran ha portato distruzione e morte in Israele, in America. Ora conduce una politica di aggressione e destabilizzazione nelle regione. 
  5. Circa 350 miliardi di investimenti diretti faciliteranno i rapporti politici tra Usa e Arabia Saudita.  Il grosso del portafoglio è il contratto con la Lockheed Martin: 110 miliardi di dollari subito per la fornitura di armi, equipaggiamenti e sistemi anti missili. Ma sono 23 i capitoli della grande intesa. Il governo di Riad comprerà tecnologia e beni di consumo negli Stati Uniti.
  6. L’annuncio del viaggiio in Israele e in Vaticano. “Se le tre religioni saranno in grado di collaborare, allora la pace nel mondo sarà possibile, anche la pace tra Israele e Palestina”.

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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