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Cosa è il Daca e perché Trump vuole fermare i 'sognatori'

Il ‘Daca’ – Deferred Action for Childhood Arrivals – che Donald Trump vuole abolire o ‘barattare’ con il via libera ai finanziamenti per l’ampliamento del muro al confine con il Messico, è il programma voluto da Barack Obama che protegge dall’espulsione i figli degli immigrati clandestini entrati negli States da bambini, i cosiddetti ‘dreamer‘ (sognatori).

Trump ha abrogato il piano di tutele, in vigore dal 2012, dando al Congresso 6 mesi di tempo per trovare una soluzione legislativa per gli 800.000 “sognatori” coinvolti. Il Daca prevede permessi biennali e qualora scadano entro il termine del prossimo 5 marzo saranno rinnovabili un’ultima volta entro il 5 ottobre mentre non saranno accettate nuove domande di legalizzazione.

La Casa Bianca ha definito la scelta del presidente “combattuta” ma “responsabile” perché il Daca è “incostituzionale” e non si puo’ “governare con il cuore”.
Se si arriverà all’abolizione del Daca, le ripercussioni economiche saranno pesanti, secondo il New York Times: i dubbi riguardano le conseguenze di eventuali cancellazioni dal registro e, peggio ancora, le possibili deportazioni.

Secondo quanto riportano il quotidiano newyorkese, gli Stati Uniti direbbero addio in 10 anni anche a 460,3 miliardi di Pil e a 24,6 miliardi di dollari in contributi per la Social Security e il Medicare. Si tratta di cifre da capogiro già snocciolate dai 400 top manager della Silicon Valley che erano insorti in blocco nei giorni scorsi contro l’abrogazione del Daca. Inoltre, 9 ‘Dreamer’ su 10 lavorano, pagano regolarmente le tasse, comprano casa e auto, aprono delle attivita’. Dati alla mano, nei prossimi due anni, ogni giorno 1.400 giovani uscirebbero dal mercato del lavoro Usa.

Ma le perdite economiche per gli Usa non finirebbero qui: da un punto di vista di costi-benefici – sottolinea il Los Angeles Times – le “scuole americane hanno investito in questi bambini gli stessi soldi spesi per i cittadini americani“. Insomma, “la decisione di Trump è un assalto a qualsiasi logica economica”, afferma il Washington Post. E non solo economica. La protezione concessa ai sognatori dal Daca ha una durata di due anni, al termine dei quali puo’ essere rinnovata. Cio’ consente ai beneficiari di vivere in una condizione che si avvicina molto di piu’ alla legalità che all’illegalità, e in cui possono studiare e lavorare senza lo spettro del rimpatrio.

Perché lo schiaffo a Trump

Intanto un giudice di San Francisco ha accolto una richiesta di bloccare temporaneamente la decisione dell’amministrazione di interrompere il Daca  che per il presidente Donald Trump dovrebbe avvenire entro il 5 marzo, fino alla fine delle cause avviate.

The United States needs the security of the Wall on the Southern Border, which must be part of any DACA approval. The safety and security of our country is #1! pic.twitter.com/4CFzQXb5aS

— Donald J. Trump (@realDonaldTrump) 10 gennaio 2018

Il presidente degli Stati Uniti, dopo la sentenza della magistratura, ha definito “non equanime” il sistema giudiziario americano. “E’ chiaro che il nostro sistema giudiziario è ingiusto e non equanime se, tutte le volte che si vuole fare opposizione ad un provvedimento, ci si rivolge alla Corte del nono circuito distrettuale” di San Francisco, ha tuonato Trump su Twitter, “e allora si vince sempre, prima che la sentenza non sia rovesciata da istanze superiori”. 

It just shows everyone how broken and unfair our Court System is when the opposing side in a case (such as DACA) always runs to the 9th Circuit and almost always wins before being reversed by higher courts.

— Donald J. Trump (@realDonaldTrump) 10 gennaio 2018

Una decisione “scandalosa”, gli ha fatto eco la portavoce della Casa Bianca Sarah Sanders. Di tono ben diverso il commento, affidato a un tweet, del sindaco di New York Bill De Blasio: “Quando vince il Daca vince l’America. Continueremo a combattere per i migliaia di dreamer che chiamano casa loro New York City Abbiamo bisogno di una legge ad hoc, e subito”.

Il muro come condizione

Il giudice ha ordinato di continuare ad applicare il Daca su tutto il territorio degli Stati Uniti perchè l’opinione del ministero della Giustizia, secondo cui il programma è illegale, si basa “su un fondamento giuridico difettoso”. A settembre, Trump aveva annunciato l’intenzione di abolire il piano di tutele, ma aveva posticipato di sei mesi l’applicazione di questa decisione, scaricando la patata bollente sul Congresso, a cui ha chiesto di trovare nel frattempo una soluzione per i circa 800.000 ‘dreamer’, che altrimenti dovranno lasciare il Paese.

Intanto, mentre continuano le trattative con i democratici, Trump insiste sul finanziamento del muro al confine con il Messico come condizione per mantenere in piedi le tutele rispetto alla espulsione di coloro che possono dimostrare di essere arrivati prima del 16esimo compleanno e di aver soggiornato negli Stati Uniti per diversi anni senza aver commesso crimini. “Il nostro Paese ha bisogno della sicurezza del muro alla frontiera meridionale e ciò deve essere parte di ogni approvazione del Daca”, ha scritto su Twitter.

L’abolizione del Daca è stato uno dei cavalli di battaglia della campagna elettorale di Trump, che aveva definito il provvedimento di Obama una “amnistia” illegale. A settembre, quando il presidente annunciò l’abolizione del Daca, il governatore e l’attorney general dello Stato di New York, Andrew Cuomo e Eric Schneiderman minacciarono di fargli causa. I democratici e anche una parte dei repubblicani si erano detti contrari alla decisione e la Silicon Valley si era mobilitata con una richiesta firmata da 350 amministratori delegati, tra i quali il fondatore di Facebook Mark Zuckerberg e Jeff Bezos. L’amministratore delegato di Apple, Tim Cook, ricordando che con la sua azienda lavorano 250 ‘dreamer’, aveva annunciato una battaglia sui diritti civili.

 

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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