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Cosa impedisce agli americani di limitare la vendita di armi 

La stragrande maggioranza degli americani non vuole che acquistare armi sia così facile come lo è oggi, eppure il Congresso non è riuscito a inasprire le norme, nemmeno sull’onda emotiva generata dalle stragi compiute da squilibrati liberi di comprare armi da guerra. 

Con la National Rifle Association (l’associazione che raggruppa i produttori di armi da fuoco) che versa denaro a livelli record in occasione di ogni elezione, è facile sostenere che la lobby delle armi abbia comprato Washington – ma questo, secondo il Guardian, non fornisce un quadro completo della siutuazione.

Nel 2017, l’NRA ha speso almeno 4,1 milioni di dollari per attività di lobbying: oltre i 3,1 milioni spesi per tutto il 2016. Una bella cifra, verto, ma inferiore a quella spesa dai produttori di formaggi. Caciotte contro fucili, insomma: vincono le caciotte. La National Association of Realtors, l’associazione dei costruttori edili, grandi spendaccioni in operazioni di lobby, ha pagato 32,2 milioni di dollari. La Camera di commercio degli Stati Uniti, per dare un’altra idea, ha speso 104 milioni.

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L’influenza della NRA non deriva esclusivamente dal lobbismo. Grazie alla pronuncia che va sotto il nome di ‘Citizens United‘ della Corte Suprema, si aprono senza ritegno i cordoni della borsa per “spese indipendenti” che consentono a gruppi e individui di sostenere o attaccare i candidati, a condizione che tali campagne non siano realizzate in collaborazione o su richiesta di un altro candidato.

L’NRA ha puntato molto sulle elezioni presidenziali del 2016, facendo spese indipendenti per 53,4 milioni di dollari. Denaro ben speso, se si considera che 14,4 milioni sono andati a sostegno di 44 candidati che hanno vinto e 34,4 milioni contro 19 candidati che hanno perso. La sua unica grande sconfitta è stata in Nevada, nella gara per il posto lasciato vacante dal leader della minoranza democratica, Harry Reid.

L’organizzazione, che ha alle spalle 145 anni di storia, sostiene di avere 5 milioni di membri attivi: uno strumento potente, dice Robert Spitzer, professore di criminologia e controllo delle armi presso la State University di New York a Cortland e autore di cinque libri sulle armi. “Hanno la capacità di mobilitare la base e di impegnarsi in politica quando la maggior parte degli americani riesce a malapena a prendersi la briga di andare votare”, aggiunge.

Le cose però, sebbene molto lentamente, potrebbero da sole. Entro la metà del secolo, negli Stati Uniti le minoranze etniche dovrebbero diventare la maggioranza. L’elettorato dell’Nra è fondamentalmente fatto di maschio bianchi anziani. I giovani non prendono il porto d’armi allo stesso ritmo degli anziani, dice Spitzer, e i sondaggi delle minoranze lo mostra più a favore del controllo delle armi. 

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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