TwitterFacebookGoogle+

Cosa passa per la testa di un ragazzino intrappolato in una grotta

Restare intrappolati in una grotta somiglia a un lutto. Le fasi di elaborazione di un dramma come quello che stanno vivendo i 12 ragazzini e il loro allenatore in Thailandia ricordano quelli di chi ha subito una perdita: negazione, rabbia, disperazione, accettazione. E bisogna capire cosa sta passando nella loro testa per aiutarli ad affrontare il momento – felicissimo, ma ancora lontano – in cui torneranno alla luce.

“Nei giorni precedenti alla sua scoperta, è probabile che i ragazzi e l’allenatore siano passati attraverso una serie di emozioni tra cui negazione, rabbia, disperazione, accettazione e contrattazione. Queste sono reazioni comuni nelle persone che stanno cercando di venire a patti con un evento estremamente stressante” ha detto al Guardian Neil Greenberg, docente di salute mentale al King’s College di Londra, “Quando i due sommozzatori sono arrivati nella loro caverna, è probabile che, dopo un momento di incredulità, abbiano sperimentato euforia, ma solo per un breve momento, prima che l’incertezza su quando e come potranno essere salvati prendesse il sopravvento”.

“Tuttavia, ci sono una vasta gamma di fattori che potrebbero influenzare il modo in cui affrontano la situazione, compreso lo spirito di squadra, la loro salute e l’approccio dei soccorritori” ha aggiunto, “È anche probabile, data la loro età, che incida il modio di comunicare con le famiglie: l’ansia espressa dai parenti può facilmente erodere la capacità di recupero di un bambino. D’altra parte un approccio positivo, del tipo ‘andrà benissimo’ può essere un modo efficace per placare le loro paure”.

Secondo Greenberg molti del gruppo potrebbero avere difficoltà a tornare alla normalità, mentre l’allenatore attenderà con timore il giudizio del ‘mondo esterno’. “L’allenatore può ovviamente essere preoccupato di come verrà giudicato quando la situazione sarà finalmente risolta” dice, “Più a lungo termine, molti del gruppo troveranno difficile tornare alla normalità, ma nel lungo periodo saranno psicologicamente più forti. Dobbiamo sperare che se qualcuno di loro non riuscirà a liberarsi dall’angoscia avrà la possibilità di avere un buon supporto e un’assistenza professionale”.

Articolo originale Agi Agenzia Italia

Questo sito non rappresenta una testata giornalistica; viene aggiornato saltuariamente e non può quindi considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge 62 del 07/03/2001. Inoltre viene utilizzato materiale tratto da siti/blog che possono essere ritenuti di dominio pubblico. Se per qualsiasi motivo gli autori del suddetto materiale, o persone citate nello stesso non gradissero, è sufficiente una email all'indirizzo apocalisselaica[@]gmail.com e provvederemo immediatamente alla rimozione.