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Cosa pensa l'Ue del governo M5s-Lega (e viceversa)

Dialogo con il nuovo governo per verificare le prime mosse e rinviare la resa dei conti in autunno. Oppure rigore subito e richieste immediate. In vista delle raccomandazioni agli stati membri che la Commissione europea pubblicherà mercoledì e mentre a Roma sembra in dirittura d’arrivo il via libera al governo Lega-M5S, due linee si stanno confrontando all’interno dell’esecutivo Ue.

Dopo settimane di avvertimenti, le raccomandazioni che la Commissione dovrebbe adottare rischiano di trasformarsi nel primo vero scontro tra il nuovo governo e l’Unione Europea: il vice-presidente della Commissione responsabile per l’euro, Valdis Dombrovskis, la scorsa settimana ha anticipato quali dovrebbero essere i principali messaggi: il debito al 130% di Pil rappresenta “un fattore di rischio e un freno all’economia”.

“Mantenere la rotta”

E le raccomandazioni sui conti pubblici costituiranno parte importante del documento indirizzato all’Italia. Il prossimo esecutivo M5S-Lega è chiamato a “mantenere la rotta” del risanamento e delle riforme avviata con i governi Monti, Letta, Renzi e Gentiloni. Il problema è che il “contratto per il governo del cambiamento” che dovrà mettere in atto il prossimo esecutivo prevede un cambio di rotta radicale, con uno stimolo fiscale che rischia di far impennare il deficit ben oltre il 3% e una serie di marce indietro su riforme considerate essenziali come la legge Fornero e il Jobs Act.

All’interno della Commissione dunque, emergono due linee: una fazione è a favore del dialogo, vuole concedere più tempo al nuovo governo per aggiornare il Def ed è pronta a rinviare la resa dei conti all’autunno nella speranza che il negoziato con Bruxelles annacqui i progetti di 5 Stelle e Lega.

Allarme spread

Un altro gruppo di commissari, di fronte allo spread sopra i 180 punti base e all’allarme dei mercati, vorrebbe inviare subito un chiaro avvertimento all’Italia, magari aprendo quella procedura per deficit eccessivo che è stata rinviata più volte grazie alle flessibilità concesse nel corso degli anni.

La Commissione mercoledì adotterà il rapporto sul debito, soppesando circostanze attenuanti e aggravanti. In gioco c’è anche il deficit strutturale per il 2018, con un buco da circa 5 miliardi di euro rispetto a quanto promesso a Bruxelles lo scorso anno. In caso di procedura per deficit eccessivo, l’Italia sarebbe costretta a realizzare un aggiustamento del deficit strutturale di almeno lo 0,5%, pena sanzioni finanziarie e tagli dei fondi strutturali. Il documento con le raccomandazioni è già sul tavolo dei capi-gabinetto dei commissari, prima di finire davanti al collegio mercoledì. La tensione tra i partner europei e il nuovo governo intanto si fa ogni giorno più palpabile.

I moniti di Francia e Germania

Dopo le parole di ieri sull’Italia rischio per l’euro del ministro dell’economia francese, Bruno le Maire, oggi è il capogruppo del Ppe all’Europarlamento a consegnare ai media tedeschi un vero e proprio avvertimento rivolto al nuovo governo: “Non giocate con il fuoco”, ha detto il tedesco Manfred Weber riferendosi alla nuova maggioranza penta-leghista. Avvertimento respinto sia da Matteo Salvini , “Weber pensi alla Germania, che al bene degli italiani ci pensiamo noi”, sia dai Cinque Stelle che parlano di interferenza democratica e accusano l’esponente popolare di ‘calpestare il voto del 4 marzo’.

Il match è appena agli inizi. Mercoledì suonerà il gong del primo round, dove si capirà se a salire sul ring saranno i falchi o le colombe. 

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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