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Cosa prevede il nuovo contratto della scuola firmato stanotte

Firmato questa mattina il rinnovo per il contratto della scuola, università e settore della ricerca. Sono coinvolti 1,2 milioni di dipendenti.

#Contratto, firmato il rinnovo per #Scuola, #Università, #AFAM, #Ricerca. Coinvolti 1,2 mln di dipendenti. @valeriafedeli: “Soddisfatti per intesa. Valorizzare chi lavora nei settori della conoscenza è investimento sul futuro”

— Miur Social (@MiurSocial) 9 febbraio 2018

Gli aumenti salariali previsti dal nuovo contratto della scuola vanno da un minimo di 81 a un massimo di 111 euro, riferiscono Repubblica e Corriere che entrano nel dettaglio del contratto.

Orario: non ci sarà nessun aumento dell’orario di servizio.

Quota merito: 100 milioni sarano utilizzati ‘a pioggia’ negli aumenti contrattuali. La restante parte (altri 100 milioni) sarà contrattata nelle singole scuole.

Mobilità: solo chi ottiene la titolarità di scuola a domanda volontaria non può cambiare per tre anni. Nessun blocco per chi ottiene la titolarità su ambito o si muove perché perde il posto.

Codice etico: non entrano per ora nel contratto alcune regole che riguardano i comportamenti dei docenti a scuola. Dopo gli scandali delle molestie ripetute denunciate in alcune scuole la proposta di licenziare i prof che tengono comportamenti ‘non opportuni’ verrà attuata, ma in una seconda fase della contrattazione. 

Ferie e permessi: rimangono uguali sia per i docenti che per il personale amministrativo tecnico ausiliario.

Sanzioni: le sanzioni disciplinari sono state rinviate a una successiva sequenza contrattuale.

Tutor: la mansione nell’alternanza scuola-lavoro sarà obbligatoria ma “incentivata”, ossia pagaa, a parte.

Formazione: i 500 euro per la formazione degli insegnanti all’interno del borsellino elettronico per l’acquisto di computer, tablet e corsi di formazione. La formazione in servizio diventa obbligatoria, ma sarà il Collegio a stabilire il monte ore complessivo annuale.

Le riunioni pomeridiane: consigli di classe, collegi dei docenti, ricevimenti dei genitori passano da 40 ore più 40 ore a 80 complessive.

I fondi del merito: non saranno più distribuiti dai dirigenti scolastici ma saranno in parte contrattati a livello di istituzione scolastica e in parte andranno a finire nello stipendio tabellare.

Le reazioni

“Un milione e duecentomila tra docenti, personale ata, ricercatori, tecnologi, tecnici, amministrativi, hanno finalmente riconquistato uno strumento forte di tutela delle proprie condizioni di lavoro, dopo anni di blocco delle retribuzioni e di riduzione degli spazi di partecipazione e di contrattazione” scrivono i sindacati in una nota congiunta a firma Franco Martini segretario confederale Cgil, Ignazio Ganga segretario confederale Cisl, Antonio Foccillo segretario confederale Uil, Francesco Sinopoli segretario generale Flc Cgil, Maddalena Gissi segretaria generale Cisl Fsur e Giuseppe Turi segretario generale Uil Scuola Rua.

#9febbraio Siglata la pre intesa per il rinnovo del #Contratto Istruzione e Ricerca: dopo quasi dieci anni di blocco, restituiamo dignità a più di un milione di lavoratori #SuLeTeste pic.twitter.com/AJSDBKqPzW

— FLC CGIL Nazionale (@FLCCGIL) 9 febbraio 2018

Il contratto “segna una svolta significativa sul terreno delle relazioni sindacali, riportando alla contrattazione materie importanti come la formazione e le risorse destinate alla valorizzazione professionale. Gli aumenti salariali sono in linea con quanto stabilito dalle Confederazioni con l’accordo del 30 novembre 2016, per la scuola da un minimo di 80,40 a un massimo di 110,70 euro – scrivono i sindacalisti – Pienamente salvaguardato per le fasce retributive più basse il bonus fiscale di 80 euro. Nessun aumento di carichi e orari di lavoro, nessun arretramento per quanto riguarda le tutele e i diritti nella parte normativa, nella quale, al contrario, si introducono nuove opportunità di accedere a permessi retribuiti per motivi personali e familiari o previsti da particolari disposizioni di legge”. 

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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