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Cosa può succedere dopo l'ennesimo test missilistico della Corea del Nord?

La prima conseguenza del lancio di un missile balistico nordcoreano nella notte tra il 14 e il 15 settembre è che Seul ha deciso di non chiedere più di sedersi a un tavolo negoziale con Pyongyang. Sembra un piccolo dato di fronte alle dimostrazioni di forza del regime comunista, ma in realtà, come sottolinea il Financial Times in una analisi degli scenari possibili dopo il test, è il segno che “il dialogo è impossibile in una situazione come questa” e soprattutto la presa di consapevolezza che tutti gli sforzi compiuti finora dal Sud sono stati vani.
 
Il missile è stato il secondo lancio sul Giappone in pochi mesi ed è stato compiuto due giorni dopo che Pyongyang aveva minacciato di distruggere il Paese con armi nucleari e trasformare gli Stati Uniti in “cenere e oscurità”. Meno di 10 minuti dopo il test, Seul ha sparato due missili balistici a corto raggio 250 chilometri al largo della propria  costa orientale in un attacco simulato alle strutture militari  del Nord.

La retorica dell’escalation

Ai lanci di missili balistici e all’esplosione di un ordigno all’idrogeno si è accompagnata nei mesi una retorica sempre più violenta.
 
  • “Abbiamo il potere di distruggere la Corea del Nord e renderlo in grado di recuperare” Moon Jae-in, presidente sudcoreano
  • “Tutte le opzioni sono sul tavolo” Donald Trump, presidente statunitense
  • “Queste provocazioni continue continuano ad approfondire l’isolamento diplomatico ed economico della Corea del Nord” Rex Tillerson, segretario di stato americano
  • “Le provocazioni scandalose ripetute dalla Corea del Nord sono completamente inaccettabili” Yoshihide Suga, segretario generale del governo giapponese

Il prossimo passo

Il timore della Corea del Sud, sottolinea il Financial Times, è che il prossimo passo del nord sia un attacco con un impulso elettromagnetico, ossia un ordigno nucleare fatto esplodere nell’atmosfera e in grado di scatenare un’ondata di energia che paralizzerebbe tutti i dispositivi elettronici e i sistemi informatici in centinaia di chilometri.

Cosa fanno Russia e Cina

Washington continua a spingere una campagna globale per mettere la massima pressione economica su Pyongyang nel tentativo di forzare il regime al tavolo per parlare della de-nuclearizzazione della penisola coreana. 

La Cina e la Russia hanno sottoscritto le ultime sanzioni delle Nazioni Unite dopo che gli Stati Uniti hanno accettato di diluire un progetto precedente che avrebbe imposto un completo embargo sulle esportazioni di petrolio verso la Corea del Nord. Washington ha accolto con favore l’azione cinese, ma vuole che Pechino prenda un’azione più dura poiché la Cina ha più leva con la Corea del Nord, dato che rappresenta il 90 per cento del suo commercio.

Steven Mnuchin, segretario del tesoro americano, ha avvertito a Pechino che gli Stati Uniti imporranno sanzioni finanziarie alla Cina se non avrà pienamente applicato le misure delle Nazioni Unite contro la Corea del Nord. “Se la Cina non segue queste sanzioni, metteremo sanzioni supplementari su di esse e impedire loro di accedere al sistema degli Stati Uniti e del dollaro internazionale”, ha detto.

 

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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