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Cosa rischiano gli studenti con lo sciopero autunnale dei docenti universitari

Potrebbe partire già lunedì 28 agosto lo sciopero dei docenti universitari, che rischia di far saltare la sessione autunnale di esami a migliaia di studenti in tutta Italia. I professori che hanno aderito sono oltre 5.400, provenienti da 79 università. Il periodo di sciopero durerà fino al 31 ottobre e i docenti si sono impegnati a incrociare le braccia solo per la prima data fissata dei loro esami, mantenendo la seconda. Non ci sarà, invece, la sospensione delle lezioni, dunque l’attività didattica ordinaria procederà regolarmente.

I motivi dello sciopero

Lo sciopero – scrive Repubblica – è stato proclamato a livello nazionale come protesta al mancato rinnovo del contratto (e, di conseguenza, ai mancati scatti di anzianità e stipendi). L’iniziativa è stata lanciata a luglio 2017 da un docente torinese, Carlo Ferraro, professore ordinario al Politecnico di Torino. Che, con una lettera aperta, ha invitato tutti i colleghi docenti alla mobilitazione. Riscuotendo un enorme successo: oltre 5.400 sono i professori – tra ordinari, associati e ricercatori – che hanno aderito, nella stragrande maggioranza si tratta di università pubbliche, che sono appunto quelle interessate dai problemi contrattuali. scatti stipendiali bloccati oramai da sei anni.

Era maggio 2010 quando il Governo bloccò gli scatti stipendiali di tutti gli impiegati statali (3,5 milioni gli interessati), con un conseguente risparmio per la spesa pubblica di circa tre miliardi di euro per ciascun anno. L’Università, pur godendo di autonomia garantita dalla Costituzione presenta comunque uno stretto rapporto di impiego con lo Stato, per questo anche i docenti universitari e i ricercatori sono soggetti alla legge statale. Con lo sciopero i docenti chiedono che: “vengano sbloccati gli scatti stipendiali relativi al quadriennio 2011/2015, a partire dal 1° gennaio del 2015, anziché com’è attualmente, dal 1° gennaio 2016 e che sia riconosciuto ai fini giuridici, con conseguenti effetti economici a partire dallo sblocco delle classi e degli scatti dal 1° gennaio 2015”.

Gli atenei che hanno aderito di più

  • Milano – Tra Politecnico, Statale e Bicocca gli atenei milanesi hanno raggiunto un numero record: 382.
  • Pisa – 264
  • Bologna – 213
  • Bari– 162
  • Firenze – 120
  • Genova –  118
  • Siena – 96
  • Catania – 90
  • Torino – 90
  • Salerno –  86
  • Potenza – 41

I numeri dei professori aderenti allo sciopero sono indicativi, dal momento che molti altri potrebbero aggiungersi nei prossimi giorni.

Cosa rischiano gli studenti

La sessione autunnale è l’ultima dell’anno accademico 2016/2017 e con lo sciopero salteranno le date di esame previste tra il 28 agosto e il 31 ottobre. Non si tratterà di un fenomeno ‘unificato’: la giornata di sciopero di 24 ore corrisponderà per ogni docente alla data d’esame precedentemente programmata. Tutti i firmatari hanno assicurato agli studenti che non ci saranno rallentamenti e disagi per gli esami di laurea in programma e che le attività istituzionali previste nel periodo dello sciopero saranno tutte assicurate.  Per non ostacolare troppo il percorso universitario, i docenti hanno anche assicurato la tenuta di almeno un appello degli esami di profitto nell’ambito del periodo di sciopero. La vera conseguenza riguarda infatti lo slittamento dell’appello alla data successiva, che dovrà necessariamente tenersi e si svolgerà regolarmente.  

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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