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Cosa sapere per difendersi dai bagarini online ai concerti

Buone notizie per gli appassionati dei grandi eventi dal vivo: il Ministero dell’Economia e delle Finanze (Mef) ha stabilito l’importo delle multe a carico delle società che sfruttano i bot, cioè programmi automatici, per acquistare grandi quantità di biglietti – ad esempio di concerti – per rivenderli a prezzi maggiorati. Da 5.000 a 180.000 euro di ammenda, e nei casi più gravi anche l’oscuramento del sito internet sul quale avviene la vendita.

Un’attesa lunga quindici mesi

Sognavate di ascoltare dal vivo Bruce Springsteen, o magari Lady Gaga, o di assistere alla semifinale di Champions League tra Roma e Liverpool ma avete dovuto rinunciare perché vi siete scontrati con biglietti a prezzi da capogiro? La colpa è del bagarinaggio online, il cosiddetto secondary ticketing.

#LadyGagatour a Milano. Segnalateci i casi di #secondaryticketing inviando immagini e ora dei tentativi di acquisto https://t.co/Rl9owSNrCL pic.twitter.com/UJtG0mkBkz

— SIAE (@SIAE_Official) 10 febbraio 2017

Funziona così: al momento dell’apertura della vendita legale dei biglietti, alcune società sfruttano bot informatici programmati appositamente per fare razzia dei tagliandi, acquistandone cioè in massicce quantità. Il trucco è nascosto nelle righe di codice di questi bot: a differenza dell’utente normale, che al momento dell’acquisto online deve compilare form, inserendo dati che rallentano l’intera procedura, queste organizzazioni comperano i tagliandi in maniera molto più rapida. A quel punto parte il bagarinaggio online: biglietti in vendita a prezzi stellari, annunci che spingono gli acquirenti ad affrettarsi per comprarne uno prima che esauriscano. Secondo Siae sul web abbondano siti dove si trovano biglietti rimessi in vendita. Per loro, però, il business potrebbe presto finire: il decreto dello scorso 12 marzo stabilisce le disposizioni che mettono in atto l’articolo 545 della Finanziaria 2017 (Legge n.232 dell’11 dicembre 2016). Un’attesa lunga un anno e tre mesi.

Cosa cambia? I siti dovranno essere intelligenti

Non soltanto multe salate. I siti, quelli legali s’intende, che vendono biglietti online dovranno predisporre “sistemi informatici idonei a distinguere l’accesso effettuato da una persona fisica rispetto a  quello  effettuato  da  un  programma  automatico” per “impedire l’acquisto da parte di tale programma”. Dovranno cioè essere intelligenti, capaci quindi di bloccare i bot che finora hanno avuto la strada spianata per acquistare interi stock di biglietti. Il decreto del 12 marzo, entrato in vigore a fine aprile, stabilisce che entro centoventi giorni – fine estate – l’Agenzia delle Entrate definisca le specifiche tecniche con cui debbano essere costruiti i siti a prova di bot. A vigilare sul rispetto della nuova normativa sarà anche l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (Agcom).

Quello che la legge non copre (e come proteggersi da soli)

La lotta al secondary ticketing riguarda però soltanto i siti che acquistano un gran numero di biglietti e li rivendono a un prezzo maggiorato. Per il bagarinaggio tradizionale, quello brevi manu, niente multe. “Non è sanzionata la vendita o qualsiasi altra forma  di collocamento di titoli di accesso ad attività di spettacolo effettuata da una persona fisica in modo occasionale, purché senza   finalità commerciali”, si legge nel testo della Finanziaria 2017. Il problema non è da poco: le condizioni generali nella vendita dei biglietti prevedono che ogni persona possa acquistare quattro biglietti.

Anche il singolo, malintenzionato, utente ha tra le mani le carte per diventare bagarino: lo scrive anche la Siae nel recente Libro Bianco sul secondary ticketing: “Ciò che ormai si verifica – scrive la Società Italiana degli Autori ed Editori – è che, dopo pochi minuti dall’apertura delle vendite, i biglietti risultano tutti venduti. Quasi in contemporanea, sui siti di secondary ticketing risultano in vendita numerosissimi biglietti per i medesimi eventi a prezzi maggiorati rispetto a quelli previsti e praticati nel mercato ufficiale”. Dalle tre alle dieci volte di più rispetto al costo originario. “È evidente che non si tratta più del caso del fan che, ad acquisto effettuato, realizza che non può più partecipare all’evento”.

E allora come proteggersi dai bagarini della nuova era? Evitando di rivolgersi al mercato dei biglietti di seconda mano, naturalmente. Un business che non riguarda soltanto i siti specializzati ma anche gruppi e comunità ospitati dai social network dove la compravendita dei tagliandi avviene alla luce del sole. Canali ufficiali, sempre e comunque, nell’attesa che arrivi una legge che preveda biglietti nominali anche ai concerti. Alcuni artisti, da Vasco Rossi agli Iron Maiden, già lo fanno. 

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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